Potere rosa, in quasi dieci milioni di case il “capo famiglia” è la donna

07 Mar 2013, France --- Trainee, Drawing --- Image by © VALLANCIEN / BSIP/BSIP/Corbis
07 Mar 2013, France — Trainee, Drawing — Image by © VALLANCIEN / BSIP/BSIP/Corbis

ROMA. – In oltre 9,5 milioni di case il ‘capo’ è la donna, è lei che risulta il “principale percettore di reddito”. Un risultato che sorprende in un Paese come l’Italia, dove l’occupazione femminile arranca. Ma i numeri arrivano dall’Istat e non lasciano dubbi: in quasi quattro famiglie su dieci il portafoglio che più pesa è nelle mani della moglie o della mamma.

Nella nuova ‘geografia’ tracciata dall’Istituto di statistica, che ha rivisto le ‘vecchie’ classi, nel ceto che è più popoloso, quello degli impiegati, ben nel 41,2% dei casi è lei ad avere più soldi. Non solo, oltre 3 milioni di famiglie vanno avanti solo grazie ai guadagni della donna, che porta il pane a casa per tutti, ‘breadwinner’ secondo l’etichetta inglese.

In alcune situazioni ‘sfama’ due o più persone (ma magari c’è almeno una pensione). O comunque provvede a se stessa. E ormai le single indipendenti economicamente, occupate, sono 1 milione 270 mila. In generale il ‘potere rosa’ riesce a farsi spazio nelle famiglie più moderne.

Questo probabilmente perché la donna, quando lavora, spesso ricopre un posto qualificato. D’altra parte, come noto, le ragazze studiano più dei maschi. E l’istruzione ha il suo peso quando poi si tratta di trovare un lavoro. Ecco che nei nuclei tradizionali di provincia c’è una capofamiglia solo nell’11% dei casi e in quelli a basso reddito non si va oltre il 19%.

Invece tra gli impiegati che fanno parte del ceto benestante la percentuale supera il 40%. La soglia però si abbassa se si guarda alla classe dirigente, al top della piramide (31,6%). Ciò a causa del “soffitto di cristallo” che le carriere delle donne subiscono, come sottolinea lo stesso presidente dell’Istat, Giorgio Alleva.

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