Cei, Bassetti parla ai Grandi del G7: “Pensate ai piccoli”

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente Cei
Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente Cei

PERUGIA. – “Ai grandi della Terra dico: ‘prego intensamente per voi, pensate ai piccoli’. Perché chi ha grandi responsabilità deve pensare prima di tutto alla nostra gente”: è sulla stretta attualità del G7 di Taormina, che il neo-presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, punta oggi la proprie riflessioni, nel corso della prima uscita pubblica nella sua Perugia dopo la nomina a capo dei vescovi italiani, per la quale confessa di sentirsi “il più piccolo tra tutti”.

Bassetti è stato all’Istituto Don Bosco, per un appuntamento a lui caro da capo della Chiesa perugina, e cioè la preghiera interreligiosa con gli allievi di quella scuola professionale, provenienti da 24 paesi del mondo. “Invito a riflettere sul grido dei bambini in fondo al mare mangiati dai pesci, sul grido delle persone straziate e su quello dei tanti poveri che vanno solo in cerca di pace e benessere – ha detto Bassetti – e meno male che c’è chi li accoglie. Speriamo che l’Europa faccia ancora uno sforzo più grande”.

Una riflessione l’ha dedicata al terrorismo, partendo dalla strage di Manchester (“su cui non c’è nulla da commentare”, ha osservato): “Non sono le religioni che provocano violenze e terrorismo, sono loro schegge impazzite. Musulmani, ebrei e cristiani credono in un unico creatore, e il mescolarsi delle razze è inevitabile. Chi nega questo nega l’uomo e qualsiasi principio di umanesimo”.

Allora, per fronteggiare l’emergenza umanitaria la strada indicata dal presidente della Cei è “integrazione, che vuol dire anche accoglienza. O facciamo una guerra perpetua o ci integriamo nell’amore e nella fraternità umana e cristiana. Io ho scelto con chiarezza questa seconda via”.

E su quelli che il Papa stesso ha definito “scarti”, Bassetti – nel suo messaggio per il convegno su “La cultura della cura”, promosso a Roma da Scienza & Vita – ribadisce che “sono forse tali per il mondo ma non lo sono per gli occhi di Dio. Non c’è sofferenza o malattia, non c’è utilità o falsa dignità, che legittima la soppressione di una vita umana”.

Il porporato ha incontrato i giornalisti nella sede arcivescovile perugina: “Ho avuto una buona scuola da Perugia e dalla mia Umbria, regione piccola ma che ha dato al mondo Francesco e Benedetto”. Poi il richiamo alla “politica con la ‘P’ maiuscola”, quella che gli riporta alla mente la Firenze di La Pira, del cardinal Dalla Costa, di Turoldo, Balducci e Barsotti: “Oggi in Italia i partiti sono molto fragili, tutti hanno aspetti buoni ma anche i loro limiti, quindi non si possono fare scelte precise”.

Quindi “occorre impegnarsi per la politica con la ‘P’ maiuscola, quella che, come diceva La Pira, si occupa di dare lavoro, casa, cure sanitarie e scuola alla nostra gente”. Infine, spazio al ricordo di come è cominciato il suo rapporto con il Papa.

“Pronto, sono Francesco: la disturbo?”, era l’esordio di una telefonata del Pontefice alle 7 di mattina di mesi fa nel cellulare dell’allora arcivescovo di Perugia. “Dopo quella telefonata – ha reso noto infine Bassetti – che arrivò prima della mia nomina a cardinale, ci incontrammo nell’appartamento del Papa, dove parlammo di tutto come fanno due fratelli”.