Siria: 106 morti in raid della Coalizione Usa, 42 bambini

Pubblicato il 26 maggio 2017 da ansa

BEIRUT. – Si aggrava il tragico bilancio delle vittime civili dei bombardamenti americani nella guerra all’Isis in Siria e in Iraq. Almeno 106 persone, di cui 42 bambini, sono state uccise in due raid compiuti la notte scorsa sulla città di Mayadin, nel sud-est siriano, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Soltanto ieri, invece, il Pentagono aveva ammesso che 105 persone erano morte in Iraq nel marzo scorso quando aerei della Coalizione internazionale a guida Usa avevano colpito un edificio affollato di civili in un’area di Mosul ovest ancora occupata dallo Stato islamico.

Le vittime dei due raid si aggiungono alle centinaia provocate dall’inizio dei bombardamenti aerei della Coalizione, nel 2014. Tanto che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, è intervenuto oggi per esortare le forze aeree di “tutti i Paesi che operano in Siria a meglio distinguere tra obiettivi militari legittimi e i civili”.

Al Hussein ha denunciato le “insufficienti precauzioni” che a suo avviso sono prese nel compiere gli attacchi aerei. A Mayadin, situata nella provincia siriana di Deyr az Zor verso la frontiera con l’Iraq, si sono concentrati nelle ultime settimane molti civili, familiari di miliziani dell’Isis in fuga da Raqqa. Secondo l’Ondus, tra loro ci sono, oltre a cittadini siriani, anche molti marocchini.

La stessa fonte ha affermato che in due raid compiuti tra ieri sera e la notte scorsa sono stati colpiti un edificio di quattro piani pieno di civili che è stato interamente distrutto, così come il municipio. In precedenza, sempre secondo l’Ondus, 225 civili erano stati uccisi in raid della Coalizione a guida Usa in Siria in un solo mese, a partire dal 23 aprile.

Fonti militari americane avevano invece quantificato alla fine di aprile in 396 il totale dei civili morti nei raid in Siria e Iraq a partire dal 2014. Ma la televisione panaraba Al Jazira cita l’ong Airwar, con sede a Londra, secondo la quale il bilancio è di 3.350. Fino a ieri l’episodio più grave accertato era stato il bombardamento avvenuto il 17 marzo su un edificio abitato da civili sfollati a Mosul nel quartiere di Al Jadidah.

Il rapporto del Pentagono ha riconosciuto che in quel raid sono morte almeno 105 persone, a cui vanno aggiunte altre 36 di cui non si hanno più notizie. Le autorità militari americane hanno affermato che l’attacco era stato compiuto contro due cecchini dell’Isis che si nascondevano nell’edificio e che la maggior parte delle vittime sono state provocate dall’esplosione di un deposito di armi dei jihadisti dello Stato islamico. Circostanze che sono invece state smentite da diversi testimoni interrogati dall’agenzia Ap.

(di Alberto Zanconato/ANSAmed)

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