Corea del Nord lancia un altro missile per 450 chilometri

Kim Jong Un. 28 Maggio, 2017. KCNA/via REUTERS
Kim Jong Un. 28 Maggio, 2017. KCNA/via REUTERS

PECHINO.- La Corea del Nord lancia un altro missile: uno Scud da Wonsan, nel nordest, capace di toccare l’altitudine di 120 km e la gittata di 450 km prima di finire nel mar del Giappone, nell’area economica esclusiva nipponica. La mossa, a stretto giro dal G7 di Taormina che ha segnalato Pyongyang come “una minaccia in crescita” per pace e stabilità internazionale, ha provocato la protesta di Seul e Tokyo con la riunione dei consigli di sicurezza nazionale per “l’ennesima provocazione”.

Del test, avvenuto alle 5.39 (le 22.39 di domenica in Italia) secondo il Comando di Stato maggiore di Seul, è stato informato il presidente Donald Trump che ha poi commentato la vicenda. “La Corea del Nord ha mostrato una grande mancanza di rispetto per la Cina lanciando un altro missile. Ma la Cina – ha scritto su Twitter – sta lavorando duramente” sul dossier.

Il capo del Pentagono Jim Mattis ha espresso in un’intervista alla Cbs cautela sulle capacità balistiche del Nord osservando che gli Usa migliorano test dopo test, mentre un conflitto “sarebbe forse” il peggiore nella vita di molte persone. La soluzione diplomatica resta la strada da seguire.

I missili Scud, di derivazione sovietica, usano carburante liquido e hanno capacità per 300-500 km, avendo come target la copertura del territorio sudcoreano. Pyongyang ha sviluppato la variante Scud-ER (extended range), in grado di doppiare la distanza e mettere nel mirino il Giappone tra speculazioni che vorrebbero il Nord impegnato sui missili terra-mare contro le portaerei Usa a propulsione nucleare, ormai numerose intorno alla penisola.

Al gruppo d’attacco della Uss Vinson, si aggiungono quelli della Uss Reagan e, da ultimo, della Uss Nimitz. Domenica, la tv di Stato Kctv ha diffuso le immagini del test missilistico contro unità navali “di grande stazza” guidati dal leader Kim Jong-un, in notizia anticipata dall’agenzia Kcna e dal quotidiano Rodong Sinmun, con tanto di foto a corredo.

Il lancio di oggi, che ha visto la condanna di Cina e Russia (che hanno invitato alla moderazione) e Francia, è il nono da inizio anno e il terzo da quando il presidente Moon jae-in s’è insediato il 10 maggio alla presidenza della Corea del Sud col proposito di riaprire un dialogo: il primo test, il 14 maggio, ha interessato un Hwasong-12, vettore a medio-lungo raggio che ha raggiunto l’altitudine di 2.111 chilometri e la gittata di 787 chilometri; il secondo, il 21 maggio, ha visto il missile terra-aria a medio raggio Pukguksong-2, su cui Kim ha disposto la produzione di massa. In due settimane, Pyongyang ha sperimentato la primaria gamma dei missili in dotazione in quello che appare un ulteriore rafforzamento delle posizioni verso un possibile negoziato.

Bulgaria, Repubblica Ceca e Romania hanno sospeso “l’import” di lavoratori nordcoreani a causa delle critiche sulle paghe che finiscono nelle casse di Pyongyang, ha detto il Database Center for North Korean Human Rights di Seul. Sono 50-60.000 i cittadini del Nord mandati all’estero che generano oltre 100 milioni di dollari annui.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)