Sono quasi 3000 detenuti in due mesi di protesta

El abogado del Foro penal, Alfredo Romero

Caracas.- Il risultato di due mesi di protesta contro il governo Maduro è allarmante. Alfredo Romero, Direttore del Foro Penal ha informato la stampa che le cifre riportate dalla Ong che lui dirige includono non soltanto i decessi direttamente accaduti nelle manifestazioni (49) ma anche le vittime riportate durante saccheggi e scontri contro barricate, e la denuncia della morte di un Gnb per linciaggio (20).
Gli stati e zone del paese nei quali c’è stato il maggior numero di detenzioni sono Carabobo, “La Gran Caracas” e Miranda, soprattutto negli Altos Mirandinos.
E sembra non esserci rispetto per nulla e nessuno. La stragrande maggioranza degli arrestati sono giovani studenti o dirigenti politici. Soltanto 32 militari. Ma c’è una sconcertante novità, la detenzione di donne. Dei 2967 arresti, 316 sono donne, delle quali 21 prigioniere politiche e addirittura 196 minorenni. Il dato non trascurabile, perché durante il governo di Chávez non c’erano mai state detenzioni al femminile, tranne la nota giudice Maria Lourdes Afiuni.
Tra le detenute, spicca l’arresto di “Mama Lis”. Una donna che si recava nelle prigioni a portare cibo e tenere compagnia ai giovani studenti e prigionieri politici, alcuni rinchiusi dal 2014.
Romero ha informato che soltanto a un piccolo numero di detenuti (2.5%) gli è stata concessa la libertà, mentre il 13% continua in carcere sperando di uscire sotto cauzione, il 10% degli arrestati è poi liberato senza presentazione ai tribunali ma il 12% è sottomesso a tribunali militari. Quest’ ultima modalità contravviene flagrantemente il principio di giustizia naturale. Molti civili sono detenuti per “ribellione” o attacchi diretti a beni e funzionari militari.
Romero ha riferito che ci sono state denunce di torture fisiche e psicologiche, aggressioni e parecchie violazioni alla proprietà privata e la vita. Ma ha anche detto che si riportano talvolta situazioni inesistenti da parte sia dell’opposizione che del governo, per accentuare il caos e l’alterazione dell’ordine pubblico. Molte denunce sono false. In questo senso ha ricordato i presenti che è importante certificare l’origine dei video e fotografie che circolano nella rete e che sono usate per testimoniare quanto accade.
Le cause della maggior parte delle morti durante le proteste puntano all’uso di pallettoni e, recentemente a qualcosa di più letale: palline di metallo che vanno dai 10 ai 18 millimetri chiamate metras. Un fatto veramente inquietante visto che le armi le usano le forze dell’ordine e non i civili che manifestano.