Ocse: la crisi dei rifugiati potrebbe indebolire i consumi

PARIGI. – “Una nuova crisi dei rifugiati potrebbe suscitare tensioni politiche, sociali e finanziarie in grado di indebolire i consumi e gli investimenti”: è quanto scrive l’Ocse nella scheda consacrata all’Italia dell’economic Outlook 2017.

Nell’economic outlook 2017, l’Ocse osserva inoltre che “l’Europa (Unione europea, Norvegia e Svizzera) ha conosciuto la più forte immigrazione per motivi umanitari dalla Seconda Guerra Mondiale, con 3,6 milioni di prime richieste d’asilo ricevute da inizio 2013”. Inoltre, nel 2015, 1,3 milioni richiedenti asilo sono entrati “in Paesi europei, ma gli ultimi dati sembrano indicare un rallentamento, in seguito all’accordo dell’Ue con la Turchia del marzo 2016”.

E tuttavia – continua l’Ocse – “sull’insieme del 2016, il numero di richiedenti asilo ammonta ancora a 1,2 milioni. Una forte proporzione di richieste depositate da inizio 2013 giunge da siriani, afghani e iracheni, anche se aumenta anche il numero di ingressi provenienti da altre regioni”. Turchia, Svezia, Austria e Germania sono i quattro Paesi a cui sono state formulate più richieste d’asilo rispetto alla popolazione. Grecia e Italia sono i principali Paesi di transito.