Il Consiglio d’Europa boccia l’Italia sulla lotta alla corruzione

Foto Daniele Leone / LaPresse 11/11/2014 Roma, Italia
Foto Daniele Leone / LaPresse
11/11/2014 Roma, Italia

STRASBURGO. – L’Italia è lenta nel dotarsi delle leggi necessarie a combattere la corruzione, ha parecchia strada da fare sul fronte della prevenzione di questo fenomeno, che come il 2016 ha dimostrato colpisce ogni paese, organizzazione e settore, e deve risolvere il cosiddetto fenomeno delle ‘porte girevoli’ tra magistratura e politica. Ma negli ultimi anni ha fatto passi avanti per garantire la trasparenza del finanziamento dei partiti politici.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale di Greco, l’organo anti corruzione del Consiglio d’Europa. Comparando l’Italia agli altri 48 Stati monitorati, il nostro Paese risulta tra quelli più lenti nell’introdurre specifici reati legati alla corruzione. In 5 anni, dal 2011 al 2016, l’Italia ha implementato pienamente solo il 33% delle raccomandazioni del Greco sull’incriminazione della corruzione. Hanno fatto di meno solo la Bosnia (0%), il Portogallo e gli Stati Uniti (17%).

La situazione migliora invece sensibilmente sul fronte del finanziamento della politica. L’Italia ha infatti attuato “in modo soddisfacente” il 71% delle raccomandazioni, e “parzialmente” l’altro 29%, e si trova quindi in una posizione migliore di altri grandi Paesi europei, come Francia e Germania, che hanno implementato pienamente meno del 40% delle indicazioni.

Secondo Greco, però, in Italia il fenomeno preoccupante è il passaggio dei giudici dalla magistratura alla politica. A Strasburgo evidenziano come sia particolarmente rilevante nel nostro Paese e in Olanda. Da noi un giudice può essere allo stesso tempo sindaco mentre nei Paese Bassi può contemporaneamente ricoprire l’incarico di parlamentare. Greco sottolinea che questa pratica cosiddetta delle ‘porte girevoli’ comporta “il rischio inevitabile, reale o percepito, che la magistratura sia politicizzata”.

Il presidente dell’organo anti corruzione, Marin Mrcela, afferma a tale proposito che Greco “confida nel fatto che l’attuale processo legislativo in atto in Italia per regolare ‘le porte girevoli giustizia-politica’ sarà completato presto”. E invita inoltre l’Italia ad agire sul fronte della prevenzione della corruzione, un aspetto della lotta contro questa piaga di cui secondo Greco tutti gli Stati “troppo spesso sottovalutano la forza e l’efficacia”.

Mrcela incoraggia quindi l’Italia “a continuare gli sforzi per introdurre regole chiare e applicabili sul conflitto d’interesse per i parlamentari, e a elaborare un forte complesso di restrizioni per le donazioni, i regali, l’ospitalità e altri benefici che possono ricevere”. Inoltre Greco chiede all’Italia di introdurre regole e linee guida su come i parlamentari si relazionano ai lobbisti e altri che cercano d’influenzare il processo legislativo.

(di Samantha Agrò/ANSA)