Migranti, sindaco di Domodossola: “Per loro serve il coprifuoco”

TORINO. – Coprifuoco ai profughi per le vie di Domodossola dopo le 20. Il sindaco Lucio Pizzi, eletto lo scorso anno per il centrodestra, lo vorrebbe imporre agli extracomunitari ospiti nella cittadina in provincia di Verbania. In una lettera al prefetto, il primo cittadino propone di espellere chi non rispetta il divieto e chiede di dimezzare gli stranieri presenti nel Comune. Arriva l’ufficializzazione ma già nei giorni scorsi Pizzi ne aveva scritto sui social.

La proposta arriva all’indomani di alcune aggressioni per mano di cittadini extracomunitari, “campanello d’allarme – sostiene il primo cittadino – di una situazione che va immediatamente contenuta”. Questi episodi, scrive Pizzi al prefetto, “dimostrano come i migranti siano per la maggior parte clandestini che una volta accolti possono muoversi e agire indisturbati”.

Il prefetto di Verbania, Iginio Olita, in settimana convocherà una riunione per fissare un regolamento unico. Al momento c’è quello del Consorzio Servizi Sociali dell’Ossola, che per i richiedenti asilo prevede il rientro nelle strutture ospitanti entro le 22.

L’iniziativa del sindaco non è piaciuta al centrosinistra, che ha organizzato per venerdì sera un corteo di protesta a Domodossola. L’assessore all’Immigrazione del Piemonte, Monica Cerutti, ha bocciato la boutade come “un’idea irresponsabile e pericolosa”. Un regolamento come quello proposto da Pizzo, spiega Cerutti, “annullerebbe il vero valore della convenzione con la quale 32 comuni del Vco, Domodossola inclusa, hanno dato delega al Consorzio Servizi Sociali dell’Ossola per la gestione dell’accoglienza dei profughi”.

Per il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, “chi si dimostra incapace di comprendere una cosa naturale come il dovere all’accoglienza non è degno di mantenere cittadinanza italiana, figuriamoci di ricoprire un ruolo istituzionale”. Sono “questi imprenditori della paura, su costruiscono le loro fortune – afferma Laus – a dover essere rinchiusi h24 nelle loro stanze”.

Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, è ancora più tranchant: “a Domodossola – afferma – c’è un politico che pensa di essere il podestà, qualcuno gli ricordi che le leggi razziali sono state una macchia d’infamia per il Paese”. Anche il segretario regionale di Sel, Marco Grimaldi, è intervenuto chiedendo alle prefetture di “fermare i sindaci che vogliono i ‘daspo razziali’. Il decreto che concede ai sindaci di emettere ordinanze per ‘superare situazioni di grave incuria o degrado, o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana’, avverte l’esponente di Sel, “è un potere che può generare aberrazioni”.