Pubblica Amministrazione: dopo otto anni si riapre il tavolo per lo sblocco dei contratti

ROMA. – C’é la tanto attesa data per l’avvio delle trattative sullo sblocco dei contratti per il pubblico impiego, dopo una ‘pausa’ di otto anni. L’Aran, l’Agenzia che sarà la faccia del governo nei tavoli, ha convocato per il 27 giugno, martedì prossimo, una dozzina di confederazioni sindacali per un primo confronto. L’obiettivo, spiega il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, è “una roadmap con tutti”. Dopo di che si inizierà a lavorare su ciascun comparto.

In ballo di sono 85 euro di aumento medio per il triennio 2016-2018, ma anche nuove regole, come quelle sui permessi, sulle assenze e sui premi. Sarà quindi un’estate particolarmente calda per il fronte del pubblico impiego. In prima battuta si cercherà di partire da una cornice che metta tutti d’accordo. Per Gasparrini è infatti necessario definire “un percorso condiviso” per negoziati che “impegneranno le parti nei prossimi mesi”. Intanto, sottolinea, “è chiara la discontinuità rispetto al passato”.

D’altra parte, anche se l’impegno del Governo è stato più volte confermato, c’è da aspettare la prossima legge di Bilancio che dovrà mettere sul piatto quel che manca per raggiungere l’incremento di 85euro. E qualcosa potrebbe spuntare anche per il salario accessorio, visto che al momento i fondi sono congelati. Oltre al budget c’è da pensare anche a tutto il quadro normativo, profondamente cambiato dalla riforma Madia. La stessa Aran sottolinea come “occorrerà affrontare i problemi di armonizzazione dei nuovi contratti con le norme di legge intervenute”.

Le reazioni dei sindacati non si fanno attendere: “Quella di oggi è una buona notizia”, ricorda Franco Martini della Cgil. “Esprimiamo la nostra soddisfazione per una vicenda che ha già avuto troppi ritardi”, dice Antonio Foccillo della Uil. “Un primo passo importante”, evidenzia Massimo Battaglia della Confsal Unsa”, mentre Maurizio Petriccioli della Cisl Fp invita a stanziare nella prossima manovra le “risorse mancanti”. Le sigle fanno leva sull’intesa stretta con il ministero. Da parte sua l’Aran ha ricevuto un mandato preciso dalla ministra Marianna Madia, ma i margini di flessibilità non mancano.