Terremoto: nelle pergamene salvate la storia di Norcia

Pubblicato il 28 giugno 2017 da ansa

SPOLETO (PERUGIA). – Antiche riformanze, pergamene, disegni, documenti recenti e anche un frammento ebraico della Toseftà risalente all’anno Mille e usato come copertina di un volume notarile datato 1665: è la storia di Norcia, strappata alla violenza del terremoto e alle macerie. Ora messa in salvo sugli scaffali della sezione dell’Archivio di Stato di Spoleto.

“Oltre un chilometro e mezzo di carte che raccontano secoli di vita della città di San Benedetto e che, grazie al contributo e al lavoro di tante persone, in pochi mesi siamo riusciti a trasferire in questi locali”, ha spiegato all’ANSA Luigi Rambotti, il responsabile della sezione spoletina. “Documenti che abbiamo catalogato e restaurato – ha aggiunto – laddove era necessario intervenire e ora sono a disposizione di tutti coloro che desiderano consultarli”.

Quello che è emerso dalla montagna di carte che si è riversata su Spoleto è stato, in alcune occasioni, sorprendente ed emozionate, come quando è stato ritrovato un antico disegno a matita raffigurante piazza San Benedetto ferita ancora dal terremoto. Secondo gli esperti dell’Archivio di Stato potrebbe risalire addirittura alla metà-fine 1500 e questo lo si evincerebbe dal fatto che la Basilica è stata disegnata priva del transetto e delle “misure”, queste ultime realizzate nel 1570. Un altro indizio che colloca nel ‘500 quest’opera di autore sconosciuto sono gli abiti di due uomini “immortalati” mentre passeggiano davanti al palazzo comunale.

Ma questo non è l’unico documento inedito riemerso dalla polvere e dai calcinacci: ogni libro, ogni disegno è una sorpresa e regala dettagli che danno ancor più valore all’opera di messa in sicurezza dell’intero patrimonio storico-culturale. “Sono serviti giorni di lavoro e una continua corsa contro il tempo per evitare di mandare in malora un autentico tesoro che, fino al 30 ottobre scorso, giorno in cui la terra tremò fino a toccare 6.5 di magnitudo, era custodito nel complesso monumentale di San Francesco di Norcia” ha commentato ad alta voce il direttore mentre sfoglia e ammira uno dei 7 mila documenti salvati.

“Le infiltrazioni d’acqua rischiavano di deteriorare tutto. Il trasferimento in tempi brevi è stato provvidenziale”, ha sottolineato Rita Chiaverini, una delle dipendenti e fin dal primo momento tra le più attive per salvare la memoria della città colpita dal sisma. La collocazione sulle scaffalature al momento ha interessato gli atti provenienti dall’archivio storico, da quello notarile e della prefettura della montagna.

“Mentre dobbiamo ancora sistemare l’enorme mole di documenti che formavano l’archivio di deposito, sono stati messi al sicuro e inizieremo a lavorarci dalla prossima settimana” ha annunciato Rambotti.

A Spoleto non sono arrivati comunque solo gli archivi di Norcia, ma anche le carte che raccontano la storia di Preci. E “così la sezione di Spoleto – ha sottolineato il responsabile – oggi è arrivata a custodire qualcosa come 10 chilometri di documenti”. Per tenerli al meglio sono necessari nuovi spazi e nuovi contenitori, almeno fino a quando la documentazione di Norcia e di Preci non tornerà al proprio posto e quindi nelle sue sedi naturali. Ma questa è davvero un’altra storia che appartiene al futuro e alla ricostruzione che verrà.

(di Gianluigi Basilietti/ANSA)

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