Gentiloni a Berlino in vista del G20, nodo dei migranti

Pubblicato il 28 giugno 2017 da ansa

BERLINO. – Migranti, clima, terrorismo, commercio. I Paesi europei membri del G20 provano a fare fronte comune su quattro cruciali dossier, che saranno al centro la prossima settimana del vertice di Amburgo. Su invito di Angela Merkel, il premier italiano Paolo Gentiloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro inglese Theresa May, e i vertici delle istituzioni Ue, Jean Claude Juncker e Donald Tusk, saranno a Berlino. L’obiettivo è rafforzare la linea comune in vista del confronto con Donald Trump e gli altri leader mondiali.

Ma per l’Italia il vertice diventa anche occasione di tornare con gli alleati sul tema dei migranti, all’indomani del passo formale fatto con la Commissione Ue. L’allarme per una situazione dell’accoglienza al limite, che ha spinto Gentiloni a muovere il Rappresentante presso l’Ue Maurizio Massari per porre in modo formale alla Commissione il problema, troverà a Berlino interlocutori sensibili come la cancelliera tedesca e il presidente francese.

La gestione dei flussi, insiste l’Italia, deve diventare europea. Passi avanti, viene riconosciuto, sono stati compiuti ma bisogna portare i 27 ad adottare soluzioni più efficaci. E in questo senso il governo lavora, nel confronto con la istituzioni Ue, puntando a un asse con Merkel e Macron. Più in generale, il tentativo dell’Italia è mantenere, dalla gestione dei flussi ai temi economici, una interlocuzione costante con Berlino e Parigi, come quella che ha portato a prendere subito una posizione forte sul clima dopo la rottura dell’accordo da parte di Trump.

Nella consapevolezza che Merkel e Macron hanno rinsaldato il tradizionale asse franco-tedesco e che – notano fonti diplomatiche – l’Italia, che andrà a elezioni nel 2018, sconta un’incognita in più in termini di stabilità rispetto a due Paesi che hanno governi con una prospettiva di lungo periodo con Macron appena rieletto e Merkel che corre per la, probabile, riconferma.

Una incognita che potrebbe riflettersi – si ragiona – anche sulle garanzie che l’Italia potrebbe offrire in merito alla coerenza delle politiche per mettere in sicurezza conti e bilancio. Un dato che Berlino e Parigi probabilmente non sottovaluteranno.

Intanto, su iniziativa della cancelliera, i lavori preparatori del G20 – cui prenderanno parte anche il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il primo ministro olandese Mark Rutte e il primo ministro norvegese Erna Solberg – vedranno i leader europei impegnati in due sessioni di lavoro a Berlino.

Si parlerà di terrorismo, a partire dalla posizione del G7 di Taormina. Ma centrale sarà il tema del clima, perché, come ha spiegato la scorsa settimana Gentiloni, obiettivo dei Paesi europei al G20 è “rinnovare la pressione perché il presidente Usa riveda la sua posizione sull’accordo i Parigi”. Mentre sul commercio è di questa settimana l’allarme della Ue per i dati che segnano un aumento del 10% delle barriere commerciali, soprattutto tra i venti “grandi”. Bruxelles ha già avvertito Washington: se arriveranno misure contro l’acciaio europeo, l’Ue è pronta alla rappresaglia.

(dell’inviata Serenella Mattera/ANSA)

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