Femminicidi in calo, ma c’è un’area oscura abusi

Pubblicato il 04 luglio 2017 da ansa

ROMA. – Sono in calo i femminicidi, ma è vietato indulgere nell’ottimismo. Persiste “un’area oscura di abusi e maltrattamenti” frutto di “una subcultura che reifica la donna disconoscendole il diritto alla libertà e all’autonomia”. Così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. Il contrasto, per Gabrielli, “non si può fare solo con strumenti di polizia. Occorre fare rete tra mondo della prevenzione, della repressione e le istituzioni che operano nel sociale. Solo con uno sforzo sinergico possiamo pensare di abbattere il fenomeno”.

40% VITTIME IN MENO NEL 2017 – I dati indicano negli ultimi anni una “progressiva riduzione” dei femminicidi, passati dai 124 del 2011 ai 111 del 2016 (-11%). Il calo è stato maggiore nei primi cinque mesi dell’anno, in cui si sono verificati 29 casi (-40% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’aggressore è in maggioranza il partner (53%) o l’ex partner (15%). Tra i moventi si registra un calo di quello passionale ed una crescita dei rancori personali.

AUMENTANO DENUNCE – I nuovi strumenti di prevenzione messi a disposizione dal legislatore, prosegue Gabrielli, “hanno cominciato ad incidere sulla riluttanza delle vittime a denunciare”. I numeri evidenziano infatti un aumento delle denunce per atti persecutori (da 9.027 nel 2011 a 12.675 nel 2016), per maltrattamento (da 9.294 a 13.913). Calano invece quelle per percosse (da 15.200 nel 2015 a 13.729 nel 2016) e per violenza sessuale (da 4.617 nel 2011 a 3.984 nel 2016, mentre nei primi 5 mesi del 2017 le denunce sono state 1.381 contro le 1.584 dello stesso periodo del 2016).

IMPOSSIBILE ARRESTARE TUTTI GLI STALKER – Il capo della polizia torna poi sulla vicenda della dottoressa uccisa pochi giorni fa nel teramano da uno stalker che aveva denunciato ed assolve l’operato delle forze dell’ordine. “Mi risulta complicato – osserva – rilevare inadempienze da parte degli operatori di polizia. Piuttosto, non so che fine ha fatto l’attività giudiziaria: la denuncia ai carabinieri dove è andata? Chi l’ha trattata?”.

Secondo il prefetto “non possiamo arrestare tutti gli stalker. Se la legge dice che al primo atto di stalkeraggio c’è l’arresto, lo facciamo, ma poi servirebbe costruire altre carceri. Se avessimo arrestato in flagranza l’uomo davanti alla scuola mentre riprendeva la donna con una telecamera, di fronte al fatto che era incensurato il giudice lo avrebbe rimesso in libertà il giorno dopo. E’ una sconfitta – conclude – non aver salvato quella donna, ma è complicato addebitare a chi ha operato un comportamento non in linea”.

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