Furbetti del cartellino, licenziamento rapido e controlli

Pubblicato il 10 luglio 2017 da ansa

fotogramma – timbro cartellino – (Aresu, MILANO – 0000-00-00)

ROMA. – C’è il via libera finale ai licenziamenti lampo per i cosiddetti ‘furbetti del cartellino’: i dipendenti pubblici che vengono colti a strisciare il badge per poi tornare a casa, o a fare shopping o sport. In realtà il decreto è già in vigore da, esattamente, un anno, tuttavia c’è stato bisogno di un testo correttivo dopo la sentenza della Consulta sulla riforma Madia.

Pronuncia che ha imposto il raggiungimento di un’intesa con le Regioni. Nel frattempo però il nuovo meccanismo ha cominciato a funzionare e il provvedimento bis non cambia la sostanza, facendo salvi tutti gli effetti prodotti fin qui. Si chiude così un capitolo aperto nel 2014, dopo i fatti di Sanremo, che ha caratterizzato l’intera delega P.A.

CHI BARA FUORI IN 48 ORE E LICENZIATO IN UN MESE. L’impiegato che viene scoperto a falsificare la presenza deve essere sospeso entro due giorni, senza stipendio (gli compete solo l’indennità alimentare). E’ chiamato a difendersi in contraddittorio con un preavviso minimo di quindici giorni e in un mese il procedimento disciplinare deve essere concluso.

Il dirigente che si volta dall’altra parte rischia a sua volta il licenziamento. Il dipendente può essere chiamato anche a rispondere di danno all’immagine della P.A (procede la Corte dei conti entro 150 giorni). Il Testo Unico sul pubblico impiego prevede che l’iter accelerato valga anche per gli altri illeciti in flagrante (come chi viene scovato a rubare o a corrompere). Per gli altri casi, quelli ordinari, invece il tempo massimo è di quattro mesi.

CAMBIA LA VIGILANZA, FARO DEL MINISTERO SUI PROCEDIMENTI. Palazzo Vidoni veglierà sul funzionamento delle nuove regole, visto che, secondo l’ultima versione del decreto (allineato ai pareri parlamentari) le amministrazioni saranno obbligate a comunicare, via web, all’Ispettorato del ministero l’avvio, la conclusione e l’esito dei procedimenti entro 20 giorni dalla loro adozione.

L’obiettivo è quello di rendere possibile un monitoraggio accurato, in tempo reale, delle pratiche aperte. Una delle problematiche più sentite è infatti la mancanza di un database, di un’informazione completa sul fenomeno. A riguardo c’è da ricordare che nella direttiva annuale del ministero sono previsti anche controlli a campione sulle amministrazioni da parte dell’Ispettorato della Funzione Pubblica, insieme alla Guardia di Finanza.

GLI ULTMI CASI DI FURBETTI, DA PIACENZA A CASERTA. La ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a fine maggio scorso ha aggiornato sull’efficacia del licenziamento sprint, contando “più o meno venti casi, i più recenti in Toscana ed Emilia Romagna”. Probabilmente il numero è destinato a crescere, viste le cronache degli ultimi giorni dal Casertano (a Frignano metà dei dipendenti, 35 su 70, sono indagati per assenteismo) al municipio di Piacenza (22 su un totale di 50 dipendenti indagati sono stati sospesi dal servizio).

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