Russiagate, nelle mail di Trump Jr. il sostegno di Mosca

Pubblicato il 11 luglio 2017 da ansa

Donald Trump Jr. EPA/SHAWN THEW

WASHINGTON. – “Per essere totalmente trasparente”. Con questa motivazione Donald Trump Jr, il figlio primogenito del presidente degli Stati Uniti, ha diffuso via twitter l’integrale scambio di mail con l’ex giornalista e pr britannico Rob Goldstone che nel giugno 2016 fece da tramite per l’incontro con un’avvocatessa russa su indicazione che questa fosse in possesso di materiale compromettente su Hillary Clinton.

Ma proprio queste mail potrebbero alla fine dare fondamento al cosiddetto ‘Russiagate’, ovvero le inchieste in corso su più binari circa le presunte interferenze russe nelle elezioni americane e i contatti dell’entourage di Trump con rappresentanti di Mosca. Perché proprio in quelle mail si indica nero su bianco il “sostegno della Russia e del suo governo per Trump”.

Per questo adesso le si analizzano riga per riga, si estrapolano frasi salienti, si ipotizzano ‘prove’ di collusione o perfino tradimento. Saranno gli inquirenti a stabilirlo, per i quali è materiale preziosissimo, secondo alcuni osservatori perfino la tanto cercata ‘pistola fumante’, la prova che l’entourage di Trump sapeva degli sforzi di Mosca a sostegno della sua candidatura. Lo sapeva forse persino il presidente, che fino ad ora ha negato contatti impropri, escluso collusioni, difeso a spada tratta i suoi collaboratori.

Come adesso ha difeso suo figlio: non su twitter (gli è stato consigliato di rimanere alla larga su questa vicenda), ma affidando un breve messaggio alla vice portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders, che lo ha letto in apertura del quotidiano briefing con la stampa: “Mio figlio è una persona di alta qualità, io plaudo alla sua trasparenza”. Niente più. Perché adesso i termini “tradimento”, “falsa testimonianza”, evocati a cadenza quotidiana per mesi a Washington, sembrano per alcuni cominciare ad assumere contorni più concreti.

Incalzata dai giornalisti Sanders ha respinto categoricamente tali ipotesi: “Credo che quelle parole siano ridicole”. Eppure adesso la svolta potrebbe davvero essere dietro l’angolo, con un certo paradosso di fondo se a fornirne la leva dovessero risultare davvero le mail diffuse da Donald Jr, tra l’altro anticipando il New York Times, sembrerebbe.

Secondo alcuni media infatti in mattinata il quotidiano che aveva rivelato l’incontro con l’avvocatessa russa si apprestava a pubblicare lo scambio di cui era venuto in possesso e aveva contattato Donald Jr chiedendogli un commento, il quale aveva poi anticipato il giornale diffondendo lui stesso le mail su Twitter.

Da queste si evince intanto che Trump Jr era particolarmente contento alla possibilità di ottenere materiale su Hillary Clinton: “Se è come dite, molto bene (letteralmente: ‘I Love it’ ndr), specialmente più avanti nell’estate”, si legge. Ma anche che l’avvocatessa veniva presentata come “legale del governo russo”.

Lei ha smentito: “Non ho mai avuto informazioni dannose per Hillary Clinton. Non è mai stata questa la mia intenzione”, ha detto in un’intervista alla Nbc l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya, affermando che d’altro canto è ciò che Donald Jr (all’incontro insieme con Jared Kushner e Paul Manafort) bramava: “E’ possibile che loro cercassero tali informazioni. Le volevano disperatamente al punto di sentire solo quello che volevano”.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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