Tour: l’uomo solo in volata, cinquina di Kittel allo sprint

Pubblicato il 12 luglio 2017 da ansa

Kittel cinquina al Tour

Kittel esulta: a Pau quinta vittoria di tappa (ansa)

ROMA. – Dopo il poker, ecco la cinquina. Marcel Kittel si fermerà solo domani e solo perché la strada ricomincerà a salire, altrimenti avrebbe continuato ad aggiudicarsi sprint su sprint, a mettere in fila rivali vecchi e nuovi, forti e meno dotati nello spunto finale. Cinque vittorie quest’anno, 14 in tutto al Tour de France (nessuno come lui, dopo il sorpasso a Erik Zabel, fermo a 12), uno strapotere assoluto, indiscutibile, che forse solo un Sagan o un Cavendish avrebbero potuto in qualche modo contrastare e che solo il campione nazionale francese Arnaud Demare è riuscito a interrompere, aggiudicandosi la 4/a tappa, quella con arrivo a Vittel. Altrimenti, tutti gli sprint sarebbero stati appannaggio del gigantesco tedesco volante.

Oggi, sul traguardo di Pau, c’è stata meno Germania nell’ordine d’arrivo: il solo André Greipel, che si è piazzato al settimo posto, alle spalle del primo e unico italiano nella top ten, Davide Cimolai, che ha agganciato il sesto posto. Non male, tenuto conto che – nelle volate, al tour di quest’anno – si può puntare soltanto al secondo posto.

Kittel questa volta ha regolato l’olandese Dylan Groenewegen, quindi il norvegese Edvald Boasson Hagen, solo quarto l’australiano Matthew Matthews, davanti all’inglese Daniel Mclay. Il francese Nacer Bouhanni non è andato oltre l’8/o posto. Nessun problema per Chris Froome, che ha portato ai piedi dei Pirenei la maglia gialla dove, da domani, sarà costretto a difendere.

Il keniano bianco dovrà fare attenzione ai possibili attacchi di Aru, Fuglsang e Bardet, alla voglia di rivalsa di Quintana, sempre più nell’ombra, ma pronto a dire la sua, alla disperazione di Contador, che oggi è pure caduto, ma che vorrebbe lasciare l’impronta del campione, magari mettendo le mani su una tappa importante, con una vittoria da tramandare ai posteri.

Anche oggi cadute in quantità, non senza vittime discretamente eccellenti. Anche l’Astana, dopo essersi salvata in precedenza, oggi ha registrato una perdita: quella di Dario Cataldo, che è stato costretto a lasciare la corsa. Una grave defezione per il sardo Aru, che dovrà andare all’attacco, se vuole puntare concretamente alla maglia gialla, e guadagnare almeno un paio di minuti che lo metterebbero verosimilmente al riparo dalle insidie della cronometro dell’ultimo giorno e nella quale, rispetto a lui, Froome va più forte.

Domani, prima dell’arrivo Peyragudes, sali e scendi sui Pirenei, con sei Gran premi della montagna, uno di 4/a, due di 2/a, altrettanti di 1/a Categoria, ma soprattutto un ‘hors categorie’ come il Port de Balès, a 1.755 metri d’altezza e una salita al 184/o chilometro lunga 11,7 km, che presenta punte del 9 per cento. Ci sarà spazio per gli attacchi, per le fughe, per la speranza degli uomini di classifica, ma non per Kittel: il tedesco deve ‘accontentarsi’ della cinquina.

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