Cinema: Pesci e De Niro nel nuovo film sulla mafia di Scorsese

De Niro, Pacino, Pesci: film Scorzese
The Irishman: Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci nel film di Martin Scorsese
De Niro, Pacino, Pesci: film Scorzese
The Irishman: Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci nel film di Martin Scorsese

NEW YORK. – “Quei bravi ragazzi” in salsa irlandese: il regista di “Goodfellas”, Martin Scorsese, è riuscito a convincere Joe Pesci a unirsi a Robert De Niro per “The Irishman”, il suo prossimo film di mafia, anche stavolta ambientato nel mondo della criminalità organizzata della East Coast. Ci sono volute almeno 50 “avances” da parte di Scorsese per convincere Pesci a tornare a lavorare con lui davanti alla macchina da presa. Nel film, che ha un budget di 100 milioni di dollari, ci sarà anche Al Pacino, alla sua prima collaborazione con il regista.

Per De Niro è un ritorno a casa: lui e Scorsese hanno lavorato assieme ben dieci volte, a cominciare da “Taxi Driver” nel 1976. Il film, i cui diritti mondiali sono stati recentemente acquistati da Netflix, farà un breve passaggio nelle sale per qualificarsi agli Oscar. Pesci, una volta convinto, sarà alla sua quarta volta con Scorsese dopo “Toro Scatenato”, “Questi Bravi Ragazzi” e “Casino”.

In “The Irishman” avrà la parte di Rosario “Russell” Bufalino, un siciliano che divenne capo di Cosa Nostra in Pennsylvania e per decenni fu temuto come uno dei più crudeli e potenti “padrini” di tutti gli Stati Uniti. Soprannominato “The Quiet Don”, Bufalino è sospettato nella misteriosa sparizione del leggendario capo dei Teamsters, il sindacato dei camionisti, Jimmy Hoffa. De Niro avrà invece la parte del celebre gangster Frank “The Irishman” Sheeran, uno dei più pericolosi sicari al servizio di Cosa Nostra.

Le riprese, che potrebbero vedere nel cast anche Harvey Keitel, Ray Romano e Bobby Cannavale ma ancora non Ray Lotta e Paul Sorvino (i rimanenti due di “Goodfellas”), dovrebbero cominciare a New York in agosto. Base della sceneggiatura è il libro di Charles Brandt intitolato “I hear you paint houses”: furono le prime parole che Hoffa rivolse a Sheeran, nel gergo della mafia significava uccidere un uomo, con la vernice come sinonimo del sangue versato su pavimento e pareti.

Nel libro Sheeran confessa di averlo fatto almeno 25 volte, per conto della mafia e del capo dei Teamsters. Quando poi Bufalino gli ordinò di uccidere Hoffa, Sheeran avrebbe obbedito, consapevole del fatto che rifiutare sarebbe stato un suicidio.

(di Alessandra Baldini/ANSA)

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