Russiagate: via libera alla testimonianza pubblica di Trump Jr.

Donald Trump Jr. EPA/SHAWN THEW
Donald Trump Jr. EPA/SHAWN THEW

WASHINGTON. – Potrebbe essere soltanto una questione di giorni la testimonianza pubblica di Donald Trump Jr. – il figlio primogenito del presidente degli Stati Uniti – che la commissione Giustizia del Senato ha chiesto di sentire su quel fatidico incontro tenutosi nel giugno 2016 con una avvocatessa russa. Il procuratore speciale Robert Mueller – responsabile per l’inchiesta sul cosiddetto Russiagate – ha dato il suo via libera all’audizione di Trump Jr. e dell’allora manager della campagna elettorale di Donald Trump, Paul Manafort, anche lui presente all’incontro che secondo i democratici rappresenta la “pistola fumante” del Russiagate.

Quel giorno alla Trump Tower con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya erano però in otto in tutto e adesso l’ufficio dello Special Counsel Mueller sembra aver puntato i riflettori sull’ottavo partecipante. Lo ha detto alla Cnn Scott Balber, il legale che cura gli interessi del personaggio di cui i magistrati conoscono il nome ma che non è stato ancora pubblicamente identificato.

“L’ottava persona è stata identificata e stiamo cooperando completamente con la magistratura”, ha detto Balber offrendo un raro spiraglio sul lavoro di Mueller e del suo ufficio nell’inchiesta su un possibile collusione tra campagna elettorale di Trump e la Russia di Vladimir Putin. L’avvocato ha detto che l’ottava persona possiede da tempo la cittadinanza americana, parla russo fluentemente e “non ha mai avuto rapporti in alcuna capacità con il governo russo”.

Intanto crescono le critiche verso il genero del presidente, il suo strettissimo collaboratore Jared Kushner, che pure era presente a quell’incontro anche se vi rimase solo brevemente. Un numero sempre maggiore di politici democratici chiede che gli venga revocato il nulla osta di sicurezza, al punto che persino alla Casa Bianca cominciano a serpeggiare dubbi sul futuro del suo ruolo stando ad indiscrezioni dei media. Ma a precisa domanda dei giornalisti la portavoce Sarah Sanders ha risposto che nulla le risulta cambiato circa la fiducia che il presidente Trump ripone in Jared.