Prof assente da scuola a Lodi per 1.500 giorni in 5 anni, arrestato dalla Gdf

Gdf, scuola
Prof assente da scuola a Lodi per 1.500 giorni in 5 anni
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Prof assente da scuola a Lodi per 1.500 giorni in 5 anni

LODI. – Docente di ruolo a scuola da anni per insegnare legge, ma assente da oltre 1.500 giorni per svolgere l’attività di avvocato. Per questo è stato arrestato A.M., legale 55enne iscritto al foro di Vibo Valentia, con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Al prof sono stati concessi i domiciliari.

Stando alle indagini della Compagnia della Guardia di Finanza di Lodi, guidate dal capitano Domenico Lamarta, l’uomo avrebbe collezionato, negli ultimi cinque anni, 1.533 giorni di assenza da scuola, dall’Istituto Superiore di Codogno e dall’Istituto Merli-Villa Igea di Lodi, tra giornate di malattia certificata, aspettative e congedi.

Le indagini, che sono state coordinate dalla Procura di Lodi guidata dal procuratore della Repubblica Domenico Chiaro, si sono avvalse anche di attività di pedinamento dell’avvocato. Nonostante in un certificato medico gli venisse diagnosticata una lombosciatalgia acuta, gli inquirenti lo filmavano mentre camminava spedito tra le aule del tribunale e il suo studio legale.

Negli anni oggetto d’indagine, in particolare, il “professore fantasma”, così come è stata denominata l’operazione delle Fiamme gialle, risulta aver presenziato a 250 udienze in vari tribunali, non solo calabresi, e a 123 udienze del giudice di Pace di Vibo Valentia. “Un’attività intensa – ha dichiarato il comandante della Guardia di Finanza di Lodi, il colonnello Massimo Benassi – ovviamente incompatibile con un impegno scolastico quotidiano, per di più fuori regione”.

Oltre che dai pedinamenti, la sua attività di avvocato è stata confermata dalla corposa documentazione amministrativo-contabile sequestrata nel suo studio. Per inchiodare l’uomo alle sue responsabilità, le Fiamme Gialle si sono avvalse anche del parere di più medici che hanno dichiarato che è assolutamente non credibile una lombosciatalgia acuta che possa durare tanto tempo. Al vaglio, quindi, anche la posizione del medico che, per anni, gli ha redatto i certificati di malattia.

(di Flavia Mazza/ANSA)