Zuckerberg e Musk, guerra aperta sull’intelligenza artificiale

Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook
Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook (Reuters)
Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook
Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook (Reuters)

NEW YORK. – La ‘guerra’ fra l’intelligenza artificiale e gli esseri umani sembra ancora lontana. Ma la battaglia fra i miliardari della Silicon Valley sul tema è appena iniziata. Elon Musk e Mark Zuckerberg si scambiano a distanza accuse, mostrando le due facce della medaglia: da un lato gli ottimisti che ne vedono solo in benefici ‘capitanati’ da Zuckerberg, e dall’altro gli scettici e i bastion contrari guidati da Musk.

Il primo ad attaccare è l’amministratore delegato di Facebook. Nel corso di un evento Facebook Live a Zuckerberg è stata chiesta la sua opinione su una recente intervista in cui il numero uno di Tesla e SpaceX affermava che il suo maggiore timore per il futuro era l’intelligenza artificiale.

“Ho le idee chiare su questo, sono molto ottimista. Non capisco chi fa il bastian contrario e solleva scenari apocalittici, ritengo che sia abbastanza irresponsabile”, spiega Zuckerberg, prevedendo che nell’arco dei prossimi cinque-dieci anni l’intelligenza artificiale sarà in grado di migliorare la qualità della vita. “Chi è contro l’intelligenza artificiale è contro auto più sicure che scongiurano incidenti”.

La risposta dell'”irresponsabile” Musk, così come il numero uno di Facebook l’ha indirettamente descritto, non si fa attendere: la sua conoscenza e comprensione dei rischi posti dall’intelligenza artificiale è “limitata”. Musk ha lanciato il suo primo allarme sui rischi dell’intelligenza artificiale nel 2014, innescando un acceso dibattito dopo aver dichiarato che se verranno costruite macchine più intelligenti degli esseri umani, la razza umana potrebbe essere in pericolo.

Gli esperti guardano a distanza lo scontro fra i miliardari, ritenendo che nessuno dei due abbia centrato il punto nel dibattito. Se Musk è ritenuto troppo allarmista anche se alcuni dei suoi timori sono fondati, l’ottimismo di Zuckerberg è criticato per non essere in grado di tradursi in soluzioni ai problemi posti dall’ascesa delle macchine.

La convinzione degli esperti è una: serve un approccio a metà strada fra Musk e Zuckerberg e, forse, servirebbe ascoltare meno i miliardari.