Alfano: “La politica estera, linea di continuità con la storia italiana”

Roma, 26 Luglio 2017
Il ministro Alfano durante la XII Conferenza degli Ambasciatori d’Italia (Foto Ufficio Stampa Farnesina)

ROMA. – Il premier Gentiloni “è stato il 36esimo ministro Esteri, io sono il 37esimo”, ma la politica estera italiana “non è cambiata 37 volte”, al contrario “ha rappresentato uno dei momenti topici” della storia del Paese “che ci sia stata una linea di continuità di politica estera”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano nel corso del suo intervento alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. “Credo che ciascuna democrazia sia titolare di una tradizione che la rende speciale”.

L’Italia “non si caratterizza nella stabilità dei governi”, e all’estero questo ha “dato una percezione di instabilità”. Tuttavia questa instabilità “si è abbinata a una grande stabilità nella politica estera”. L’Italia “non ha mai cambiato la sua vocazione europeista”, insieme alla sua “missione internazionale” e al “multilateralismo”, così come non ha mai abbandonato la “dimensione mediterranea” e la “tradizione transatlantica”. Questa linea di continuità è “scolpita nel dna” degli ambasciatori e la rende “una rete prestigiosa”.

In tema di crescita, “la diplomazia economica da ancillare è diventata centrale”. In questa prospettiva, “siamo convinti che c’è stata una grande capacità della rete diplomatica” nella “espansione del brand Italia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina a Roma.

“Non siamo una superpotenza economica o militare” ma una “superpotenza della bellezza, della cultura” che fanno dell’Italia un “brand di tendenza nel mondo”. Per sviluppare questo brand abbiamo fatto un “lavoro eccellente con Confindustria per fare incrociare il desiderio di internazionalizzazione delle imprese con il loro bisogno di sostegno”.

Alfano ha spiegato che “ogni euro che lo Stato investe nel bilancio della Farnesina produce 20 euro” di impatto di sostegno alle imprese “che quantifichiamo in un punto di Pil nel 2015”.