Boschi-Fedeli, la lotta a droga e alcol inizia in classe

La lotta a droga e alcol inizia in classe
La lotta a droga e alcol inizia in classe

ROMA. – E’ sempre più facile, per le giovani generazioni, avere accesso ad alcol e droghe. Per questo occorre intervenire presto rafforzando le politiche di prevenzione anche a scuola. Mira a questo obiettivo il protocollo di intesa firmato dalla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Al via dunque, da adesso e per i prossimi tre anni, a una serie di piani, programmi educativi e iniziative ad hoc per coinvolgere studenti, genitori, docenti contro l’uso di droghe e l’abuso di alcol. Previste anche campagne di informazione e comunicazione mirate. Tre i milioni di euro stanziati per la realizzazione del protocollo, che terrà conto anche delle situazioni di degrado ed emarginazione e delle aree periferiche esposte a fenomeni di criminalità organizzata.

“L’uso di sostanze stupefacenti e alcoliche – afferma Boschi – è sempre più diffuso tra i giovani, anche a causa del più facile accesso alle sostanze tramite il loro acquisto su siti internet e social network che li commercializzano: una piaga che può compromettere la crescita e lo sviluppo dei ragazzi e delle ragazze. Con questo accordo facciamo un passo avanti per prevenire l’abuso di queste sostanze e contrastare vere e proprie forme di schiavitù. Partire dall’educazione nelle scuole è fondamentale”.

“Il Protocollo firmato oggi con il Dipartimento politiche antidroga – aggiunge Fedeli – è una scelta importante per stare accanto a ragazze e ragazzi” e “intercettare quei momenti di difficoltà o di debolezza che possono indurre a forme di dipendenza dannose per la crescita e i processi di socializzazione”.

“È importante che a studentesse e studenti vengano dati tutti gli strumenti informativi e di prevenzione delle dipendenze e che la scuola diventi un’alleata per conoscere, condividere rischi, fare le scelte più giuste”.

Da settembre nelle scuole di ogni ordine e grado si rafforzeranno così le azioni di informazione, sensibilizzazione e prevenzione “attraverso programmi scientificamente supportati che tengano conto degli attuali dati scientifici” su alcol e droga; più incisive, inoltre, le azioni di sensibilizzazione “sui rischi per la salute”, su quelli “derivanti dalla navigazione in siti internet e social network in cui si commercializzano pericolose sostanze psicoattive” e sulle “connessioni tra domanda e offerta di droga e quindi sui legami diretti con le organizzazioni criminali”.

Per gli insegnanti saranno avviate attività di formazione in collaborazione con soggetti qualificati e scientificamente accreditati. Per le famiglie, infine, previsti informazione e supporto attraverso “programmi psico-sociali per individuare e trattare nei figli minori disturbi comportamentali e criticità potenzialmente connessi a fenomeni di dipendenza”. L’attuazione del protocollo sarà monitorata da un Comitato.

“Anche la prevenzione delle dipendenze – conclude Fedeli – è un elemento di quel patto educativo che deve vedere tutta la società, come comunità educante, al servizio della crescita sana e positiva delle future generazioni”.