Le procure di 6 paesi condannano la rimozione di Luisa Ortega Dìaz

Tareck William Saab, Procuratore Generale “ad interim”

CARACAS – “Il Ministero Pubblico è impegnato nella ricerca dell’equilibrio per promuovere la giustizia, realizza sforzi per ristabilire la pace”. Con queste parole, il Procuratore Generale designato dall’Assemblea Nazionale Costituente, William Tareck Saab, ha illustrato grosso modo gli obiettivi che si è fissato. Accompagnato dal nuovo Difensore Civico, Alfredo Ruiz, e dal presidente della Corte dei Conti, Manuel Galindo, Tareck Saab ha assicurato che tutti gli impiegati della Procura, dall’usciere al magistrato, sono coscienti della necessità di restituire autorevolezza all’istituzione.
Inoltre ha precisato che la sua designazione non è stata il prodotto della casualità ma delle conclusioni alle quali è giunto l’Alta Corte dopo la messa in “stato di accusa” della Procuratrice Luisa Ortega Díaz. Il Tribunale Supremo di Giustizia, ha detto Tareck Saab, ha determinato che la Procuratrice sarebbe incorsa in violazioni dell’etica e della morale pubblica.
– Non puoi, in funzione di interessi che non devo perché spiegare – ha affermato il neo eletto Procuratore “ad interim” –, mettere in pericolo la democrazia.
E mentre in Venezuela prosegue la polemica tra Assemblea Nazionale Costituente e la Procuratrice destituita, le Procure nazionali di Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile e Perù fanno quadrato attorno a Luisa Ortega Díaz. E, con una dichiarazione ponderata ma ferma, respingono la destituzione della loro collega, definendola illegale e affermando di non riconoscere il successore, Tarek William Saab
Nel testo redatto dai rappresentanti delle sei Procure, si afferma che la destituzione di Ortega Diaz rappresenta una flagrante violazione delle norme stabilite dall’Onu per il funzionamento delle Procure, secondo le quali “gli Stati devono garantire che i magistrati delle Procure possano svolgere le loro funzioni senza intimidazioni, ostacoli, coazioni, interferenze abusive o esposizioni ingiustificate alla responsabilità civile, penale o di qualsiasi altra natura”.
La rimozione di Ortega Diaz, prosegue il testo, arreca un danno rilevante ai cittadini, poiché “non hanno un’istituzione autonoma e indipendente che difenda i diritti fondamentali delle vittime e degli imputati”.
Per quel che riguarda, invece, la designazione di Saab in sostituzione di Ortega Diaz, i procuratori dichiarano che “non riconoscono l’autorità di una istituzione diretta da autorità nominate in modo illegale e arbitrario”.