Marcinelle, Migrantes: “Non dimenticare chi muore sul posto di lavoro”

Pubblicato il 08 agosto 2017 da redazione

Sono trascorsi oltre 60 anni e quell’8 agosto 1956 rimane ancora forte nella memoria di tanti italiani.

ROMA. – “Sono trascorsi oltre 60 anni e quell’8 agosto 1956 rimane ancora forte nella memoria di tanti italiani. Quel giorno, infatti, un incendio riempì di fumo tutto il pozzo minerario di Bois du Cazier, nei pressi di Marcinelle, provocando la morte di 262 dei 274 lavoratori presenti in quel momento nella miniera. Di questi, 136 erano italiani”.

Lo ricorda la Fondazione Marcinelle, segnalando come proprio la data di quel disastro “sia stata riconosciuta ufficialmente in Italia dove viene celebrata la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. “Il ricordo di queste morti sul lavoro – sottolinea l’organizzazione, che da sempre segue pastoralmente i tanti italiani emigrati in ogni parte del mondo – rappresenta una occasione per non dimenticare chi, ancora oggi, muore sui luoghi di lavoro, siano essi italiani all’estero che stranieri residenti nel nostro Paese”.

“Ecco perché – afferma don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes – il nostro sguardo e la nostra attenzione in questi giorni va proprio a Marcinelle come simbolo anche dei numerosi morti italiani durante il loro lavoro in diverse tragedie, non ultime quelle avvenute durante alcuni attentanti terroristici e a Londra in un incendio in un grattacielo alla periferia della città, con la richiesta di un impegno maggiore per la sicurezza sul lavoro sempre più precaria”.

La celebrazione eucaristica per ricordare la tragedia di Marcinelle quest’anno si celebrerà il giorno prima e i 262 rintocchi di campana dell’8 agosto, con il nome di ognuno dei minatori morti, “rappresenta ancora una volta occasione per una riflessione sull’attualità delle tragedie che segnano il mondo del lavoro migrante”, conclude la nota.

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