I cancellieri di 17 paesi non riconoscono la Costituente venezuelana

LIMA.-  Nella cosidetta “Dichiarazione di Lima” i 17 paesi americani partecipanti alla sua stesura, hanno stabilito 16 punti che convergono tutti verso la stessa direzione: aiutare il Venezuela a ricuperare la democrazia che sembra aver perso.

Il documento è stato firmato dopo 7 ore di delibere sostenute tra i paesi presenti. I rappresentanti di Brasile, Cile, Argentina, Messico, Colombia e Canada hanno chiarito che la risoluzione è stata raggiunta rispettando le norme del diritto internazionale ed il principio di non intervenzione. E hanno precisato che il negoziato continua ad essere la miglior via per arrivare alla soluzione della crisi del paese caraibico.

Gli Usa non sono stati convocati alla riunione in Perù appunto perché, essendo duri critici di Maduro, la sua presenza potrebbe essere stata interpretata scorrettamente.

Il gruppo non riconosce l’Assemblea Nazionale Costituente eletta il 30 luglio e perciò nessuna decisione che provenga da questa assemblea considerata illegittima. E ha confermato la sua solidarietà con la Procuratrice Luisa Ortega Diaz

Inoltre, i cancellieri si sono mostrati solidali nei riguardi dell’Assemblea Nazionale, la cui maggioranza appartiene all’Opposizione. E hanno condannato l’impiego sistematico della forza, la violazione dei diritti umani, la repressione e la persecuzione politica, l’esistenza di prigionieri politici e la mancanza di elezioni libere.

A questo riguardo i cancellieri hanno espresso che “Il Venezuela non compie né con i requisiti né le obbligazioni che distinguono i membri del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.”

Non appoggeranno nessuna candidatura che presenti il Venezuela davanti a organismi internazionali e non permetteranno la vendita di armi militari al paese caraibico, secondo gli articoli 6 e 7 del Trattato sul Commercio di Armi.

Finalmente, i cancellieri organizzeranno una nuova riunione durante la prossima sessione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale sperano che altri paesi aderiscano alla loro posizione. Questa assemblea è prevista per il prossimo settembre.