Constituyentes prometen desarrollo económico importante

Pubblicato il 09 agosto 2017 da redazione

CARACAS – Saúl Ortega, miembro de la Asamblea Nacional Constituyente, informó que los constituyentes se reunirán con el Consejo Nacional de Economía Productiva para realizar un debate económico y  tomar “decisiones importantes sobre los requerimientos para el desarrollo integral del país”. Las medidas pretenden dejar a un lado el sistema monoproductor que ha propiciado durante décadas la renta petrolera.

– Con esta reunión la Constituyente entrará al debate del tema económico de la nación y se tomarán decisiones importantes sobre los requerimientos para el desarrollo integral del país – expresó  Ortega en el programa Encendidos transmitido por Venezolana de Televisión (VTV).

El constituyente por el estado Carabobo indicó que dicha reunión será “una gran oportunidad” ya que propiciará políticas para un modelo productivo diversificado, y “dejará” a un lado el rentismo petrolero.

El desarrollo propuesto por el “Consejo Nacional de Economía” abarca el progreso de los 15 motores estratégicos de la Agenda Económica promovida por el Gobierno de Nicolás Maduro. Entre las áreas que cubre se encuentran: agroalimentaria, farmacéutica, industrial, economía comunal, hidrocarburos, petroquímica, minería, turismo nacional e internacional, construcción, forestal, militar industrial, telecomunicaciones e informática, banca pública y privada e industrias básicas.

La Bonanza Petrolera

Fue en el año 1974, durante el Gobierno del expresidente Carlos Andrés Pérez, cuando ocurrió el momento histórico de la llamada “Bonanza petrolera”, la etapa de “La Venezuela Saudita”. Los ingresos generados por la exportación de petróleo habían llegado a la cúspide. Los venezolanos eran conocidos en el exterior, en especial en Miami, por decir con frecuencia: “¡’tá barato, dame dos!”. Venezuela, a pesar de ser un país monoproductor, era rico. El gruseo de ingresos, no todos, provenían del petróleo. Y eso les bastaba a sus ciudadanos para ser felices.

Hoy en día enuestro país sufre una de las crisis económicas más graves de toda su historia. Los venezolanos no ahorraron. Pensaron que siempre vivirían en la bonanza y no se prepararon a la posibilidad de una crisis; crisis que hoy cobra fuerza por su dependencia total del crudo.

“Sembrar el petróleo” fue la frase que distinguió al ilustre venezolano Arturo Uslar Pietri. Durante una alocución el polímata expresó que el petróleo “es una riqueza transitoria que no la producimos los venezolanos (…) de modo que lo que habría que hacer es eso: ‘sembrar el petróleo’, hacer un plan nacional, por medio del cual esa renta deje de ser una renta y se transforme en una remuneración de trabajo, en una remuneración de creación, en un motor de la economía venezolana”.

Hoy en día Venezuela, como en otras épocas, sufre el descenso en el precio del petróleo. Las consecuencias de la imprevisión, la negligencia y la irresponsabilidad son: hiperinflación, escasez, desabastecimiento y un salario mínimo en ascenso que no cubre en lo mínimo la cesta básica de sus ciudadanos.

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