Migranti, Minniti: “Fenomeno epocale, luce alla fine del tunnel”

Gommone migranti. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)
Gommone migranti. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)

ROMA. – Sbarchi di migranti dimezzati nel mese di luglio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (da 23.552 si è passati a 11.459) e una flessione ancora più significativa degli arrivi nel mese di agosto, che al momento fa registrare un -73,1%. Numeri che pur con tutte le cautele (“è presto per fare valutazioni di carattere strutturale”) inducono all’ottimismo il ministro degli Interni.

“Siamo ancora sotto il tunnel, che è lungo, ma per la prima volta io incomincio a vedere la luce”, scandisce nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto. Un risultato che Marco Minniti attribuisce alla linea imboccata, dopo che a fine giugno sulle nostre coste erano stati sbarcati in meno di 36 ore 12.500 migranti. E che, a partire dall’accordo con la Libia, punta al governo dei flussi migratori. Il fenomeno dei flussi migratori “è epocale. Per questo ci siamo dati l’obiettivo di governarli. E per farlo era molto importante intervenire sull’altra parte del Mediterraneo. Ci siamo concentrati sulla Libia, sembrava un’operazione molto difficile, ma oggi mi pare inizi a muoversi qualcosa”.

E’ una scommessa che però richiede l’impegno dell’Europa nel suo insieme: come è stato per i Balcani, anche nel “Mediterraneo centrale e occidentale l’Europa deve affrontare la sfida unita e mettendo in campo risorse adeguate perché si è dimostrato che attraverso una azione coordinata è difficilissimo ma non impossibile governare i flussi dei migranti”.

Un concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nella lettera al presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, con cui accoglie l’offerta di risorse aggiuntive per accelerare rimpatri, procedure per l’ asilo e per le identificazioni finalizzate alle relocation. Nel condividere con la Commissione l’esigenza di “un maggior sforzo europeo” per un fenomeno che riguarda “l’intera Ue”, Gentiloni chiede che gli Stati membri finanzino “in modo significativo, già prima del consiglio europeo d’ottobre, il fondo fiduciario Ue per l’Africa, anche per sostenere l’attività di Unhcr e Oim in Libia”. Un impegno “a mostrare solidarietà all’Italia” viene sollecitato agli altri Paesi europei anche dal commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

Intanto già nei prossimi giorni Minniti con Avramopoulos incontrerà a Roma sindaci e governo libico che hanno presentato progetti di sviluppo, “per discuterli insieme con l’Europa”. Mentre il 28 ci sarà una riunione della cabina di regia dei ministri dell’Interno di Italia, Libia, Mali e Niger, nell’obiettivo di rafforzare la vigilanza sul confine Sud della Libia, dal quale – dice il ministro – passano trafficanti di essere umani e domani forse anche quei foreign fighters di ritorno dai territori che l’Is sta perdendo.

“Salvezza in mare” dei migranti, ma anche “impegno umanitario in Libia”. Minniti definisce un “assillo” suo personale e dell’Italia il rispetto dei diritti umani dei migranti che vengono riportati in Libia. E ricorda che sul piano dell’accoglienza l’Ue e l’Italia hanno messo in campo 200 milioni di euro. Soldi che vanno impegnati “per la tutela delle persone che sono lì”.

Un terreno questo su cui “si può costruire un rapporto positivo con le Ong”. Alle organizzazioni non governative che non hanno firmato il codice di condotta Minniti esprime “rispetto”, ma ricorda che quelle regole sono state proposte sulla base di una iniziativa “unanime” del Parlamento e hanno avuto anche il via libera della Commissione europea. Il ministro è convinto che il rapporto di fiducia tra il dispositivo di sicurezza e salvataggio nazionale e le Ong debba “andare avanti”. E non pensa che si possa parlare di uno “smantellamento” dell’attività dell’Ong nel Mediterraneo per la scelta di alcune di loro di sospendere le attività di soccorso.

Alle critiche arrivate anche da sinistra alla sua linea sull’immigrazione, Minniti replica definendosi un “sincero democratico” e spiegando che “i flussi migratori non governati minacciano la tenuta sociale dell’Italia” e che è compito delle forze democratiche occuparsi del “sentimento di paura” che c’è nei confronti di questo fenomeno, per aiutare a superarlo.