Tutti insieme per celebrare la Madonna di Montevergine il 24 settembre

Pubblicato il 04 settembre 2017 da redazione

MADONNA DI MONTEVERGINE

CARACAS. – Quella della Madonna di Montevergine è una ricorrenza assai sentita che ogni anno richiama fedeli e paesani e che, nel tempo, si è trasformata in un’occasione per ritrovarsi, per trascorrere alcune ore insieme e rinverdire le tradizioni.

Anche quest’anno i devoti della Madonna di Montevergine hanno deciso di festeggiare il 28ª anniversario della Patrona di Benevento nella Chiesa Nostra Signora di Pompei in Caracas, nonostante i difficili momenti che che stiamo vivendo nel Paese.

L’amore e la devozione per la Madonna di Montevergine è sempre e ogni anno più viva, così il comitato rende noto che il giorno 24 settembre sarà celebrata nella Chiesa Nostra Signora di Pompei una Santa Messa in onore alla Vergine, a seguire una processione e naturalmente un piccolo rinfresco per condividere questa devozione con paesani ed amici.
I partecipanti avranno l’opportunità di degustare squisiti piatti della tradizionale cucina campana. Non mancheranno la buonssima Lasagna, Fusilli ed altre specialità.

Già sono in vendita con un modico costo i biglietti della riffa, il cui ricavato andrà devoluto ai più bisognosi ospitati nell’Hospital San Juan de Dios, Villa Pompei, Sociedad Anticancerosa e Casa Hogar San Josè.
Insomma, sarà un evento per rinsaldare la tradizioni e ritrovarsi in allegria tra amici. Un appuntamento al quale la nostra comunità devota alla Madonna di Montevergine non può mancare.

Un po’ di storia
La storia narra che nella catena del Paterni, nell’Appennino Irpino, sorgeva un piccolo tempio dedicato a Cibele, dea della natura e della fecondità. Il grande poeta Virgilio, lasciando i suoi impegni a Napoli, soleva recarvisi in cerca di piantine aromatiche per distillare gli elisir di lunga vita; quegli elisir che poi nei secoli successivi, ed ancora oggi, i frati producono distillando i liquori tipici del luogo.

Non era certo facile arrampicarsi fino al tempio, ma poi, una volta raggiunto il luogo, si respirava un clima di grande tranquillità e di profonda pace interna che invitava alla riflessione e alla meditazione.

Poco dopo l’anno 1000, quella montagna fu raggiunta da un giovane pellegrino, il monaco Guglielmo da Vercelli. Questi era un eremita che, dopo un lungo viaggio a Santiago di Compostela, decise di intraprendere il peregrinaggio verso Gerusalemme. La storia racconta che, in preparazione del viaggio, si ritirò per una pausa riflessiva e spirituale presso il monte Serico ad Atella e, qui, narra la leggenda, curò miracolosamente un cieco.

Ripreso il viaggio verso la Terra Santa, a Ginosa incontra Giovanni da Matera. Questi gli consiglia di desistere dal suo impegno, lo avverte dei pericoli ai quali va incontro e gli suggerisce di proseguire il servizio divino in terre d’Occidente. Ma Guglielmo, non ne vuole sapere, rifiuta i consigli e prosegue il suo viaggio.

Lungo il cammino viene assalito da una banda di briganti, derubato del poco che aveva con sé, e malmenato. Così, ridotto in pessimo stato, ricorda le parole di Giovanni di Matera. Dopo una profonda riflessione spirituale, comprende che la sua strada, il cammino che deve seguire è un altro: il ritiro in solitudine per dedicare la sua vita alla meditazione, alla riflessione, alla preghiera.

Giunto in Irpinia sente che è la volontà di Dio ad indicargli il cammino. E si ferma lì dove c’era il tempio dedicato a Cibele. Tra le vette gigantesche dell’Appennino Irpino, distrugge il tempio ed inizia tra stenti, privazioni e delusioni la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna. Sente, in cuor suo, che questa è la volontà di Dio.

Intanto, si propaga la notizia della sua presenza nel luogo e ben presto lo raggiungono altri monaci ed eremiti, attratti anch’essi dalla necessità di un luogo tranquillo per la riflessione e la preghiera. Così, si moltiplicano le piccole celle, fatte per lo più di fango, nelle quali gli asceti si proteggono dal vento, la pioggia e il freddo.
Finalmente la consacrazione della Chiesa. Guglielmo espone nella chiesa una piccola immagine della madonna, poi sostituita da una bella tavola dove la Vergine appare incoronata nell’atto di allattare il bambino Gesù; tavola oggi conservata nel museo del santuario.

Montevergine, in poco tempo, si trasforma in luogo di peregrinazione e preghiera.

La Madonna di Montevergine in Venezuela
Un quadro, con l’immagine della Madonna di Montevergine fu portato in Venezuela da Vincenzo Trunfio. Un gesto di grande devozione; un modo per ringraziare la Madonna per la salute e il percorso della sua famiglia; un gesto che motivò tanti suoi corregionali e che è all’origine della bella tradizione che è ormai parte integrante della vita di chi venera la Madonna di Montevergine. Tradizione, oggi, mantenuta viva con devozione dai figli, e mogli dei suoi fondatori.

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