Manovra: da giovani a Pubblica Amministrazione, alla lotta alla povertà

IL MINISTRO GIULIANO POLETTI
IL MINISTRO GIULIANO POLETTI

ROMA. – Più fondi per la lotta alla povertà, più risorse per garantire gli aumenti agli statali, tra 1 e 2 miliardi per incentivare l’occupazione giovanile. Alla ripresa di settembre si stanno delineando i capitoli che comporranno la prossima manovra, mentre da Bruxelles arrivano nuovi segnali positivi sullo sconto da circa 9 miliardi chiesto dall’Italia sull’aggiustamento dei conti.

E ottimismo si registra al Tesoro anche sull’andamento dell’economia, con il capo della segreteria tecnica del Mef Fabrizio Pagani che si spinge a indicare una crescita per quest’anno che potrebbe anche superare l’1,5%. Quella di Pagani, come ha precisato lui stesso, è una “opinione personale” ma già le prime indiscrezioni indicano possibili rialzi della stima del Pil di quest’anno all’1,4-1,5%.

Per i dettagli bisognerà comunque attendere la nota di aggiornamento al Def, che l’esecutivo potrebbe presentare anche qualche giorno prima della scadenza del 27 settembre. Nelle tabelle aggiornate si terrà conto anche del nuovo target di aggiustamento strutturale, che l’Italia ha chiesto di fermare allo 0,3%, di mezzo punto inferiore allo 0,8% indicato ad aprile e la metà di quello che richiederebbero le regole Ue (0,6%).

Una volta definito il quadro macroeconomico si potranno anche pesare le risorse effettivamente disponibili e prendere le decisioni definitive sulle misure da implementare con la prossima manovra. Ecco in sintesi gli impegni che attendono il governo con la legge di Bilancio di fine legislatura:

ANCORA 7 MLD PER EVITARE AUMENTI IVA:
Le clausole di salvaguardia partivano da 19,7 miliardi, ma il peso si è via via ridotto, grazie agli effetti strutturali (3,8 miliardi) della ‘manovrina’ e allo sconto chiesto a Bruxelles sull’obiettivo di deficit strutturale. Oggi per scongiurare aumenti di Iva e accise vanno trovati ancora poco meno di 7 miliardi. Altri 2-3 miliardi serviranno per finanziare le spese indifferibili (come le missioni internazionali).

GIOVANI, ALMENO 1 MLD PER SCONTI PERMANENTI PER IL LAVORO:
L’intervento prospettato dal ministro Poletti ai sindacati prevede un un taglio del 50% per tre anni dei contributi per i neoassunti under 29, anche se si sta ancora cercando di portare l’asticella dell’età a 32 anni. Il costo della misura, ha spiegato il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte, è di circa 1 miliardo ma dipenderà anche dal tetto allo sconto, che potrebbe arrivare a 4.030 euro (dalle prime ipotesi di 3.250 euro). Sul tavolo ci sarebbe ancora anche l’idea di un taglio strutturale del cuneo di 3 punti, dal 2021, che avrebbe però non solo problemi di coperture ma anche di compatibilità con le regole europee. Di sicuro ci saranno ‘paletti’ per evitare licenziamenti con i quali fare posto alle nuove assunzioni col bonus. Obiettivo, 300mila assunzioni nel 2018.

NODO PENSIONI, DA ETA’ A ASSEGNO MINIMO GIOVANI:
Possibile che anche questa legge di Bilancio contenga un pacchetto pensioni, oggetto di confronto tra governo e sindacati che si vedranno di nuovo domani. Nel primo round dopo la pausa estiva si è ipotizzato un piano per garantire un assegno minimo da 650-680 euro a chi rientra completamente nel sistema contributivo e ha avuto carriere discontinue. Sul tavolo anche possibili ritocchi alla platea dell’Ape social, per favorire le donne, e nuovi aumenti delle pensioni più basse. Difficile che arrivi lo stop all’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che porterebbe l’uscita a 67 anni dal 2019.

1,5-1,6 MILIARDI PER GLI AUMENTI DA 85 EURO AGLI STATALI:
Il rinnovo dei contratti riguarda 3 milioni di dipendenti pubblici. Per la Pa centrale sono stati stanziati 1,2 miliardi con le passate leggi di Bilancio, che basterebbero per arrivare a 36-37 euro in più in busta paga. Per garantire aumenti medi di 85 euro si dovrebbe stanziare oltre un miliardo e mezzo in più.

ALTRI 1,6 MLD PER LOTTA A POVERTA’:
Il Rei, il reddito di inclusione di massimo 485 euro mensili, debutta nel 2018 ed è finanziato al momento con 2 miliardi l’anno e una platea potenziale di 660mila famiglie. Il governo punta a raddoppiare i fondi e ad ampliare la platea oltre a rafforzare i servizi per sostenere la parte ‘attiva’ del nuovo strumento.

INDUSTRIA 4.0, FINO A 1,5 MLD ANCHE PER FORMAZIONE:
Con la manovra dovrebbe arrivare una conferma degli incentivi agli investimenti che hanno funzionato (a partire dall’iper ammortamento al 250%). Le risorse potrebbero arrivare fino a un miliardo e mezzo. Un bilancio sarà fatto dalla cabina di regia guidata dallo Sviluppo economico il 19 settembre. Il ministro Calenda ha annunciato anche un nuovo “potente” incentivo per le imprese che investono nella formazione digitale dei dipendenti (la dote di partenza dovrebbe essere 350 milioni). Dovrebbe essere potenziata anche la dote per l’alternanza scuola-lavoro.

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