Muguruzza: “Il mio sogno é sempre stato essere la numero uno”

Garbine Muguruza
Garbine Muguruza

CARACAS – Si dice che prima di spegnere le candele sulla torta di compleanno bisogna esprimere un desiderio. Ti danno pochi minuti per pensare. Ti guardi intorno, vedi la tua famiglia, i volti delle persone che ami di più al mondo. La casa è tutta illuminata, i vasi sono colmi di fiori di ogni colore, in un tavolo accanto ci sono i regali con i bigliettini di auguri che di sicuro ti faranno commuovere. Ogni fiammella tremula, accesa sulla torta, rappresenta un anno della tua vita. Questo rito deve essere celebrato interamente, non ci si può esimere per non sapere cosa scegliere, non ci si può limitare a spazzare via con un potente sbuffo d’aria tutto il passato e non coltivare almeno un sogno, seppure piccolo, per l’immediato futuro.

C’è una ragazzina che responde al nome di Garbiñe Muguruzza, che aveva le idee chiare, almeno dopo aver impugnato per la prima volta una racchetta da tennis: “Voglio essere la numero uno del ranking della WTA!”. Questo desiderio della sportiva spagnola nata 23 anni fa a Caracas (in Venezuela) si avvererà lunedì quando sarà stilato il nuovo ranking della WTA.

“In ogni compleanno, quando spegnevo le candeline avevo solo un desiderio: essere la migliore. Adesso é arrivato quel momento. Sono felice di essere la prossima numero uno. Davvero che é un momento molto speciale. Sempre sogni con questo momento, pero é una cosa che sai solo te” ha dichiarato la Muguzza in un post apparso nei social network.

Nata a Guatire l’8 ottobre 1993, da padre vasco e madre venezuelana. La Muguruzza ha un talento speciale per giocare a tennis che ha iniziato a coltivare sin da bambina misurandosi durante gli allenamenti dei suoi fratelli Asiere ed Igor nell’ Academy Tennis de Santa Coloma de Cervelló. Li ha conosciuto il coach Alejo Mancisidor, sotto la sua guida tecnica, nel 2015 arriva fino in finale a Wimbledon dove si arrende a Serena Williams. Nell’incontro decisivo ha avuto qualche occasione durante il primo set ma alla fine ha prevalso la statunitense per 6-4, 6-4.

Poi cambia coach e sceglie il francese Sam Sumyk con cui mette in bacheca due Grand Slam: Roland Garros (2015) e Wimbledon (2017). Senza dimenticarci del Torneo di Cincinnati conquistato poche settimane fa. Dopo appena 4 anni nel circus della WTA, l’ispano-venezuelana guarderà tutti dal top della classifica.

“Il numero uno del ranking della WTA arriverà per un semplice calcolo matematico. Sarà adesso o più tardi” dichara la tennista nata in Venezuela. Delle otto pretendenti al trono del tennis mondiale si sono date tutte le combinazioni che favorivano a Muguruzza: Elina Svitolina (è stata eliminata nei quarti) e poi il ko della Karolina Pliskova. In questo modo, la tennista ispano-venezuelana diventerà la 24esima donna (la seconda spagnola) che salirà sul tetto del mondo. Prima di lei era risucita in quest’impresa Arantxa Sánchez Vicario, che occupò il primo posto del ranking il 6 febbraio del 1995, mantenendosi in quel posto per 12 settimane.

Con Rafa Nadal, ancora in corsa nell’US Open, l’obiettivo della Spagna è quello di eguagliare il risultato degli Stati Uniti, che nel 1998 misero a segno l’ultima doppietta. Lindsay Davenport per le donne, Pete Sampras per gli uomini: sono passati 19 anni da quando la racchetta americana ha messo in riga il resto dei due circuiti, chiudendo la stagione con due rappresentanti al primo posto della classifica mondiale.

Il significato che assumerebbe un traguardo del genere va oltre i singoli, considerando la longeva competitività di Nadal e il talento ormai consacrato della Muguruza dopo le vittorie nei major: la scuola spagnola sforna elementi degni dei pilastri del passato.

(Fioravante De Simone)

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