Eurobasket: Serbia troppo forte a rimbalzo, Italia fuori

Pubblicato il 13 settembre 2017 da ansa

Eurobasket: Serbia troppo forte a rimbalzo,Italia fuori. (ANSA/AP Photo/Thanassis Stavrakis) [CopyrightNotice: AP]

ROMA. – Più che un tabù, la Serbia si è dimostrata davvero più forte dell’Italia, di nuovo fuori all’ennesima riprova in un Europeo di basket. Gli azzurri di Ettore Messina salutano il torneo continentale contro i vicecampioni olimpici senza troppi rimpianti ma con la consapevolezza di aver fatto il dovuto.

A Istanbul finisce 83-67 per gli uomini di Djordjevic, che si guadagnano meritatamente la semifinale contro la Russia che ha sconfitto la Grecia (l’altra semifinale vedrà opposte Spagna e Slovenia). Così per la terza volta consecutiva dopo il 2013 e il 2015, gli azzurri si attestano tra le prime otto formazioni del continente senza riuscire a fare un ulteriore salto di qualità. Troppa la differenza fisica tra Italia e Serbia, certificata dal dato finale a rimbalzo (19-44, ben 17 offensivi concessi alla squadra del ct Sasha Djordjevic).

Con questa sconfitta si chiude anche la seconda avventura sulla panchina azzurra di coach Ettore Messina, che lascia la nazionale dopo aver costruito un gruppo compatto, capace di andare oltre i propri limiti e oltre le difficoltà oggettive di un’estate a dir poco travagliata.

“Le statistiche parlano chiaro, la differenza a rimbalzo ha pesantemente condizionato la partita – commenta il coach a fine partita -. La Serbia ha sfruttato al meglio una delle sue armi migliori, noi abbiamo provato a lottare su ogni pallone ma non è bastato. Chiudiamo nelle prime otto dell’EuroBasket, va in archivio una grande estate per noi: abbiamo dovuto cambiare in corsa molte cose ma non ci siamo mai abbattuti. Voglio ringraziare i ragazzi per aver giocato sempre con cuore e coraggio e per quanto hanno fatto fin dal raduno”.

Le considerazioni della vigilia circa la disparità di mezzi a disposizione sotto i tabelloni tra Italia e Serbia si rivelano immediatamente fondate. Gli azzurri cominciano bene facendo circolare la palla e difendendo forte, tanto che la Serbia resta a secco per i primi cinque minuti di gioco. In attacco le medie non sono quelle consuete e la squadra di Djordjevic riesce a limitare il passivo.

Con l’ingresso in campo dei 222 centimetri di Boban Marjanovic le cose cambiano. In difficoltà sotto entrambe le plance, l’Italia si carica di falli e comincia a perdere sicurezza. Il distacco alla fine del primo quarto è minimo (17-18) ma si allarga pesantemente all’intervallo (33-44), dopo una seconda frazione di sofferenza (22-7 il dato, piuttosto eloquente, dei rimbalzi dopo 20 minuti).

Eppure l’Italia non vuole mollare. Tutti provano a dare il proprio contributo: esemplare Christian Burns con 7 minuti di qualità e quantità (5 punti). Tanta Serbia anche nel terzo quarto, con l’Italia che accusa il colpo ma riesce a ricucire a fatica fino al -8 (54-46) con un break firmato Biligha e Aradori. Sforzi vani perché la Serbia chiude avanti anche la terza frazione 59-48.

Stanchi ma mai domi, i ragazzi di coach Messina chiudono l’Europeo dando il massimo per uscire a testa alta: la tripla di Belinelli, asfissiato dalla marcatura avversaria, e il canestro di Datome costruiscono il nuovo -8 (67-59). Emerge ancora il cuore azzurro ma le ambizioni di rimonta si infrangono contro un Bogdanovic mortifero.

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