M5s: Primarie anche per “contarsi”. Ira dei vertici sul caso Sicilia

Pubblicato il 13 settembre 2017 da ansa

Giuseppe Cancelleri e Beppe Grillo

ROMA. – A dieci giorni da Italia 5 Stelle la temperatura, nel Movimento, comincia ad alzarsi in maniera sensibile: l’attesa per le regole sulle primarie e le incognite che avvolgono i possibili avversari di Luigi Di Maio segnano i giorni della vigilia della 4/a kermesse ufficiale del M5S. E a complicare le cose, in queste ore, irrompe anche il caso della sospensione, ad opera del Tribunale di Palermo e in seguito al ricorso di Mauro Giulivi, delle Regionarie in Sicilia. Un caso che avrebbe fatto andare su tutte le furie Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

La zavorra dei ricorsi, per il M5S, si sta infatti allargando ad ogni votazione interna comunale o regionale. E nel caso siciliano il ricorso di Giulivi, pur non mettendo a rischio la presentazione della lista e la candidatura di Giancarlo Cancelleri, potrebbe “circondare” di carte bollate la campagna di settembre del Movimento. Anche perché, dopo la fallita conciliazione, il M5S è in un modo o nell’altro obbligato ad andare fino in fondo, ad affrontare la nuova udienza del 18 settembre e, in extrema ratio, a forzare la mano nei confronti del militante escluso.

“I problemi non si risolvono andando in Tribunale ma al proprio interno, è un fatto politico”, è il mantra che filtra dagli infastiditi vertici pentastellati. Un fastidio testimoniato anche dal fatto che, finora, il blog non ha pubblicato la sentenza come richiesto dal Tribunale. E il caso Sicilia va a intersecarsi con il countdown per le primarie e con la necessità di varare un regolamento inattaccabile.

In tarda serata deputati e senatori sono tornati a vedersi dopo la pausa estiva ed è tutt’altro che escluso che il nodo candidature-regole non venga fuori a latere del dibattito sulla kermesse Italia 5 Stelle, inserita nell’Odg. Tra i parlamentari sale intanto la pressione per il metodo Quirinarie, con una rosa di candidati scelta con una prima votazione tra gli iscritti, e un secondo turno tra i candidati più votati.

In questo caso le varie anime del Movimento potrebbero “contarsi” e, almeno al primo turno, la rosa vedrebbe tra i candidati il nome anche di Alessandro Di Battista, l’unico – secondo una buona parte del Movimento – in grado di contendere al super favorito Luigi Di Maio la vittoria in termini assoluti di voti. Lui per ora tace, ma non è un mistero che una sua discesa in campo potrebbe attirare anche il voto di chi non si riconosce nell’ala pragmatica del Movimento.

Di certo, assicurano diversi parlamentari, Di Maio non sarà il solo candidato. Resta però da vedere chi scenderà in campo con l’incognita Roberto Fico ancora irrisolta. L’esponente campano, infatti, non si è ancora esposto e crescono i rumors su una sua rinuncia a candidarsi. Nelle prossime ore si vedrà. Anche se il ritardo sull’enunciazione delle regole sembra innervosire un po’ la base parlamentare che, intanto, si prepara ad un nuovo attacco sui vitalizi in vista del 15 settembre, giorno in cui scatterà la pensione per i parlamentari. “Il Pd bluffa ma la musica è destinata a cambiare”, tuona, dal blog, Di Maio.

(di Michele Esposito/ANSA)

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