14 settembre 1321, muore Dante Alighieri

Il 14 settembre 1321 ricordiamo la morte di Dante Alghieri

 

Il 14 settembre 1321 ricordiamo la morte di Dante Alighieri

 

Il 14 settembre 1321 ricordiamo la morte di Dante Alighieri, considerato da molti il padre della lingua italiana.

Morì secondo i reperti storici colpito da malaria, in esilio a Ravenna.

Sulla sua data di nascita, invece, non si hanno notizie certe, ma gli storici sostengono sia nato a Firenze tra il 22 maggio e il 13 giugno del 1265. Ciò è dovuto ad alcune allusioni autobiografiche riportate nella “Vita Nova” e nella cantica dell’Inferno, che comincia con il famosissimo verso “Nel mezzo del cammin di nostra vita.” Poiché la metà della vita dell’uomo è, per Dante, il trentacinquesimo anno di vita e poiché il viaggio immaginario avviene nel 1300, si risalirebbe di conseguenza al 1265. Alcuni versi del “Paradiso” ci dicono inoltre che egli nacque sotto il segno dei Gemelli, quindi in un periodo compreso fra il 21 maggio e il 21 giugno.

Poeta, scrittore, tra i padri della lingua italiana, la sua fama è dovuta soprattutto alla paternità della Comedìa, divenuta celebre come “ Divina Commedia” e universalmente considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale.

Quando il poeta iniziò la sua attività letteraria, a Firenze era in corso un grande dibattito letterario che portò i letterati fiorentini a scostarsi dalla poetica siculo-toscana, e diede inizio a quello stile chiamato dolce stilnovo, considerato più dolce e soave.

Ecco alcune curiosità della sua vita…

Quando Dante aveva dodici anni, fu concordato il suo matrimonio con Gemma, figlia di Messer Manetto Donati, che successivamente sposò all’età di vent’anni..

Era comune in quell’epoca, combinare i matrimoni tra i figli delle famiglie.

Dante, anche se fu definito il Sommo Poeta, non scrisse mai un solo verso alla moglie, questo fa pensare che non fosse in realtà un matrimonio felice, non abbiamo nemmeno notizie della sua presenza accanto a lui, durante il suo esilio, anche se la loro unione portò alla nascita di tre figli Jacopo, Pietro, Antonia e un possibile quarto: Giovanni.

Al contrario, una sua musa ispiratrice fu Beatrice Portinari, la donna che amava platonicamente di cui parla nella Vita Nova e che lo accompagna attraverso il Paradiso nella Divina Commedia.

Durante il suo percorso nella Divina Commedia, Dante, in diverse occasioni, è vittima di svenimenti. Secondo alcuni studiosi il poeta sarebbe stato affetto da epilessia.

Il volto di Dante Alighieri comparse su diverse monete e banconote nelle lire italiane, e appare ancora oggi sulla moneta italiana da 2 euro. Inoltre, Dante compariva nelle monete da 2 lire sammarinesi.

Dante ricoprì anche diversi ruoli politici a Firenze, fino a quando la fazione guelfa, che controllava il capoluogo toscano, non si divise tra guelfi bianchi e guelfi neri. Dante, guelfo bianco, fu esiliato da Firenze nel 1301, quando la città era sotto il controllo dei neri. Questo lo portò a Forlì, Verona, e Ravenna, dove morì nel 1321, qui venne sepolto. Anche se la città di Firenze volle le sue spoglie, i frati che officiavano il suo luogo di sepoltura lo nascosero più volte in posti segreti, per evitare che rubassero i suoi resti. Oggi la tomba di Dante si trova nella basilica di San Francesco a Ravenna.

Angelo Di Lorenzo

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