Usa: scandalo dei voli privati, si dimette il ministro della Sanità

Voli privati, si dimette il ministro della Sanità Tom Price
Voli privati, si dimette il ministro della Sanità Tom Price

 

NEW YORK. – Tom Price si dimette e l’amministrazione Trump perde un altro pezzo. Travolto dallo scandalo dei voli privati per oltre 400.000 dollari, il ministro della sanità rassegna le proprie dimissioni e il presidente Donald Trump, che dietro le quinte lo avrebbe spinto a lasciare, le accetta nominando Don Wright ministro pro tempore.

Già nei guai da mesi con la Casa Bianca per gli sforzi senza successo nell’abolire e sostituire l’Obamacare, Price è scivolato su voli privati: a nulla sono valse le sue scuse e l’impegno a rimborsare ai contribuenti parte delle spese sostenute. Trump già da giorni si era detto “non contento” del comportamento di Price che ha ‘tradito’ la promessa elettorale del presidente di mettere fine agli sprechi della politica.

Il posto di Price è apparso in bilico fin dal 19 settembre, quando per la prima volta sono emerse indiscrezioni sui suoi viaggi a bordo di voli privati. Rumors che avrebbero fatto infuriare il presidente. Il fallimento dell’ennesimo tentativo in Senato di mandare all’aria l’Obamacare avrebbe peggiorato ancora di più la posizione del ministro della sanità.

Un quadro poi aggravato dall’offerta di Price di rimborsare 51.877 dollari sugli oltre 400.000 spesi in viaggio: una cifra ritenuta irrisoria, anche perché in grado di coprire solo il posto a sedere di Price sui voli effettuati.

L’attenzione è ora puntata sul segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, anche lui ‘colpevole’ di aver usato un volo di Stato per Fort Knox, dove insieme alla moglie ha assistito all’eclissi solare. Mnuchin ha smentito che l’obiettivo del viaggio era quello di guardare l’evento ‘storico’ della sovrapposizione totale della luna e del sole, ma le autorità stanno esaminando il suo caso.

L’uscita del ministro della sanità lascia un’altra casella vuota nell’amministrazione Trump, che nei suoi primi nove mesi è stata caratterizzata da uscite eccellenti. L’ultimo in ordine temporale a lasciare è stato Steve Bannon, l’ex controverso stratega di Trump ‘sollevato’ dall’incarico. La lista degli addii include, fra gli altri, l’ex capo dello staff Reince Priebus, l’ex portavoce Sean Spicer, e Michael Flynn, ex consigliere alla sicurezza nazionale.