Francia: arriva l’arsenale antiterrorismo di Macron

Francia: arriva l'arsenale antiterrorismo di Macron
Francia: arriva l’arsenale antiterrorismo di Macron

 

 

PARIGI. – La Francia corre ai ripari contro il terrorismo. Mentre a Marsiglia sono continuate le perquisizioni e gli arresti per l’attentato perpetrato domenica da Hamed Hanachi, l’Assemblea Nazionale ha approvato a larga maggioranza il nuovo arsenale di misure antiterrorismo voluto dal presidente Emmanuel Macron. Norme – garantisce il governo – che dovrebbero consentire alla Francia di uscire entro il primo novembre dallo stato d’emergenza che fu decretato dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015.

I detrattori, tra i quali ci sono la gauche e le associazioni per la difesa delle libertà individuali, deplorano che la nuova normativa sia “liberticida” e che introduca nel diritto comune una sorta di “stato d’urgenza permanente” mentre la destra repubblicana denuncia un testo non “inefficace” contro una minaccia che ancora oggi, durante l’intervento in parlamento, il premier Eduard Philippe ha definito “molto elevata”.

Per il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, è la dimostrazione di una legge equilibrata, un buon compromesso tra sicurezza e libertà. Tra i provvedimenti della riforma, il cui via libera definitivo è previsto dopo il passaggio in Senato, a fine mese, si assegnano più poteri al governo e ai prefetti, che potranno pronunciarsi sull’obbligo di residenza di un individuo a rischio, controllo di chat e messaggerie elettroniche e dei telefoni cellulari, perquisizioni, chiusura temporanea (massimo 6 mesi) di luoghi di culto, zone off limits per motivi di sicurezza: il tutto in molti casi a discrezione dell’esecutivo. E con un ruolo ridotto, se non azzerato, dei giudici.

E’ prevista anche la trasposizione in diritto nazionale della direttiva Ue sul Pnr (Passenger Name Record, i nomi sui voli) e una stretta sui controlli alle frontiere, oltre che un ampliamento delle intercettazioni. Tra l’altro, il perimetro geografico dei controlli di identità verrà esteso a un raggio di 20 chilometri da ogni posto di frontiera, ma anche dai porti e gli aeroporti internazionali (e non più solo all’interno degli stessi).

Intanto Marsiglia ha reso omaggio, anche con un minuto di silenzio all’università, a Laura e Maurianne, le due cugine di 20 e 21 anni, barbaramente uccise domenica scorsa dal trentunenne tunisino Hamed Hanachi. Le quattro persone fermate nel centro di Marsiglia, tra cui una donna, sono state poste in stato di fermo e interrogate dalla procura antiterrorismo. Il sospetto è che l’abbiano aiutato a trovare un alloggio se non sostenuto finanziariamente.

Collomb ha poi confermato l’avvio di una indagine amministrativa sulle presunte falle della polizia francese che ha lasciato il killer a piede libero, nonostante fosse stato fermato due giorni prima a Lione per un furto. Dal suo smartphone è emerso che visualizzò dei video di canti religiosi spesso usati nella propaganda dell’Isis.

Quanto all’altro inquietante caso della bomba artigianale rinvenuta nel fine settimana dinanzi all’ingresso di un condominio di Parigi, gli inquirenti hanno continuato per tutto il giorno le audizioni con i 5 arrestati. Secondo il ministro dell’Interno, almeno uno di loro era schedato con la lettera ‘S’, che contraddistingue i radicalizzati “a rischio”. Secondo ipotesi riportate da Bfm-Tv, chi ha lasciato l’ordigno nell’edificio della Rue Chanez voleva forse “colpire una personalità nota per le sue posizioni anti-Islam”, sbagliando però clamorosamente indirizzo per un “caso di omonimia”.

(di Paolo Levi/ANSA)