Di Maio da Mattarella: “Al Colle la squadra di governo prima del voto”

Di Maio
Luigi Di Maio. ANSA/ANGELO CARCONI
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Luigi Di Maio. ANSA/ANGELO CARCONI

 

ROMA. – Accreditare il M5S e puntellare un programma sul quale si tenta di ricompattare tutto il Movimento: la strategia di Luigi Di Maio viaggia, almeno in questa prima fase, su questi due binari e vede una tappa cruciale, l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un incontro a “quattrocchi” che il M5S “celebra” anche nel blog ufficiale e che vede Di Maio salire al Quirinale con un duplice obiettivo: “presentare” se stesso, il Movimento – e in futuro anche la squadra di governo – al capo di Stato e portare sul colle più alto l’allarme rosso che, ormai da giorni, emerge tra i pentastellati sul Rosatellum bis.

E’ la “prima volta” per Di Maio e Mattarella e Di Maio si presenta al Quirinale accompagnato solo dal capo della comunicazione M5S e dopo aver avvertito, si apprende, i due capigruppo e alcuni tra i parlamentari 5 Stelle. Tra i quali, sembra, anche Roberto Fico.

Dell’iniziativa, inoltre, Di Maio aveva accennato all’ultima congiunta senza dare, tuttavia, troppe informazioni. Tanto che, in mattinata più di un deputato si dice ignaro e “sorpreso” della salita del candidato premier al Colle. Ma sul silenzio sceso sull’incontro Di Maio-Mattarella i vertici tagliano corto: “al momento opportuno tutti l’hanno saputo”.

E Di Maio, raccontano fonti parlamentari, arriva al Quirinale con un timore: essere “bersagliato” dagli iscritti per una tipologia di incontro lontanissima dalle istanze del Movimento delle origini. Preoccupazione che, del resto, sul blog, ha come controprova alcuni commenti che non esultano certo per l’incontro.

Ma Di Maio va per una strada ormai tracciata. “Ho illustrato al Presidente il percorso che faremo per la definizione del programma e della squadra di Governo”, spiega il candidato premier su Facebook. E, a quanto filtra, i vertici del Movimento vogliono andare oltre: presentare la squadra di governo al Colle con largo anticipo e ben prima della data del voto.

Un’idea che, seppur irrituale, avrebbe per il M5S un triplice vantaggio: respingere le accuse di “inadeguatezza”, evitare un eventuale ‘stop’ dell’ultimo minuto su qualche ministro in caso di conferimento dell’incarico e “blindare” la squadra prima di ricevere eventualmente un appoggio esterno da altri partiti.

Tutti elementi sui quali pende la minaccia del Rosatellum Bis: nel M5S ormai è allarme rosso per l’eventuale ok alla legge e “preoccupazione” viene espressa dallo stesso Di Maio anche al Colle. E una riunione “ad hoc” sul tema viene convocata proprio da Di Maio e alcuni parlamentari.

Nel frattempo Di Maio prosegue i tavoli sul programma: telecomunicazioni, immigrazione, Esteri (con la prospettiva di un tour nei Paesi Ue), sicurezza i temi affrontati oggi in questi round che, a quanto si sottolinea nel Movimento, stanno “ricompattando fortemente” il gruppo dopo il gelo di Italia 5 Stelle.

Anche se, oggi, salta l’atteso incontro Fico-Di Maio, con il primo impegnato in commissione Vigilanza. Un ulteriore strappo? No, assicurano fonti autorevoli del Movimento che indicano per lunedì la data della riunione tra i due, con al centro il dossier Rai.

(di Michele Esposito/ANSA)