Inps: allarme contributi evasi, mancano undici miliardi l’anno

Inps
Ph.FotoLive Ettore Ranzani
Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore Ranzani

 

ROMA. – Una “montagna” di contributi evasi ogni anno e pochissimi mezzi per fronteggiare l’irregolarità: il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è tornato a lanciare l’allarme sull’evasione contributiva che negli ultimi si è aggirata su circa 11 miliardi l’anno di mancate entrate, un dato, avverte, ancora sottostimato.

Per porre un argine a questo fenomeno che non risparmia neanche le aziende che prendono appalti dalla pubblica amministrazione, l’Inps ha attivato la “Banca dati appalti”, una piattaforma che dovrebbe servire ai committenti per controllare i comportamenti delle aziende che vincono l’appalto e alle aziende appaltatrici di rendere trasparente il proprio lavoro e dare informazioni sulla regolarità dei propri lavoratori.

“I dati dell’evasione contributiva – ha detto Boeri presentando la piattaforma ai rappresentanti di imprese e sindacati, alla presenza anche del presidente Anac, Raffaele Cantone – sono allarmanti. Si tratta di una percentuale tra il 6% e il 7% dei contributi versati all’Inps”.

In pratica mancano i contributi su un monte salari di circa 28-30 miliardi. E il dato è sottostimato dato che si riferisce solo al lavoro dipendente (sono esclusi quindi i mancati versamenti dei lavoratori autonomi) e completamente in nero. Non è considerato il lavoro cosiddetto “grigio” come ad esempio quello delle persone assunte part time ma impiegate di fatto a tempo pieno.

“L’evasione contributiva – ha spiegato Boeri – è solo marginalmente intaccata. La vigilanza documentale ha portato a recuperare 0,7 miliardi tra fruizioni indebite di sgravi e prestazioni e altri risparmi di spesa nel 2015. La vigilanza ispettiva ha accertato circa 1,1 miliardi di contributi spettanti all’Inps sia tra il lavoro autonomo che tra quello alle dipendenze. C’è moltissimo da fare per recuperare base contributiva”.

Nella lotta all’evasione il tema degli appalti è fondamentale. Le irregolarità sono diffuse – ha detto Boeri – “anche fra le aziende che operano con appalti pubblici. Non sembrano – ha avvertito – essere più virtuose delle altre”.

La Banca dati sugli appalti dovrebbe dovrebbe ridurre il rischio di evasione e rendere più efficace il sistema di controllo. L’iscrizione sarà volontaria (non c’è dunque un obbligo per l’azienda che vince l’appalto) ma dovrebbe spingere il mercato a emarginare le aziende che operano in maniera irregolare.

La piattaforma consentirà al committente di conoscere in qualsiasi momento il comportamento dell’azienda appaltatrice. Andrà infatti indicato l’oggetto dell’appalto, il luogo, il numero dei lavoratori coinvolti e i loro riferimenti. “Sponsorizzo la proposta – ha detto il presidente Anac, Raffaele Cantone – è uno strumento utilissimo che stimola la concorrenza”. Bisogna però evitare – ha spiegato – che il meccanismo “duplichi i dati”.

(di Alessia Tagliacozzo/ANSA)