“L’Italia firmerà il Trattato sulle armi nucleari, è sulla strada giusta”

Beatrice Fihn, Executive Director, Daniel Hogsta e Grethe Ostern. EPA/MARTIAL TREZZINI
Susi Snyder, presidente dell’Ican

 

 

ROMA. – “Credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma l’Italia ha già preso la strada giusta e aderirà al Trattato per la proibizione delle armi nucleari. E’ la cosa giusta da fare, vuol dire stare dalla parte giusta della storia”. Ne è convinta Susi Snyder, presidente dell’Ican, l’organizzazione per la messa al bando delle armi nucleari, premio Nobel per la pace 2017.

Snyder è a Roma, nella sua prima uscita pubblica dopo l’assegnazione del Nobel, per ricevere il premio Colombe d’oro che, con lungimiranza, Archivio Disarmo aveva conferito all’Ican già ad agosto, insieme alla giornalista Rai Lucia Goracci, alla freelance Nancy Porsia e a Michele Rech ‘Zerocalcare’.

Ed è anche l’occasione per incontrare i parlamentari italiani a Montecitorio. “Il 19 settembre – spiega Snyder parlando con l’ANSA – il parlamento italiano ha deciso di valutare cosa deve fare per aderire al Trattato”, approvato a luglio dall’Assemblea generale dell’Onu. “L’Italia può farlo, e sono fiduciosa che lo farà perché non c’è nulla nelle sue leggi che lo possa impedire”.

La presidente dell’Ican si sofferma anche sulla stretta attualità internazionale, a partire dalle minacce del presidente americano Donald Trump di voler rimettere in discussione l’accordo internazionale con Teheran sul programma nucleare iraniano, faticosamente raggiunto nel 2015.

“Quello con l’Iran è stato davvero un ottimo accordo, ha evitato una guerra e salvato vite, qualcosa a cui possiamo guardare per poter fare ancora meglio. Dovrebbe essere sostenuto da tutti”, commenta. “Anche l’Aiea – sottolinea Snyder – ha detto che l’Iran sta facendo tutto quello che deve fare” in base all’accordo. “Dobbiamo fidarci degli esperti”.

Anche Mosca ha avvertito che se gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo con l’Iran ci saranno delle “conseguenze negative”, facendo presagire pericolose escalation. “Il punto – sostiene Snyder – è che finché dei Paesi vogliono le armi nucleari, altri Paesi vorranno le armi nucleari. Il Trattato per la messa al bando offre un’alternativa a tutti coloro che pensano che uccidere indiscriminatamente centinaia di migliaia di persone sia una cattiva idea. Anche per la Russia è un’occasione per stare dalla parte giusta”, e “per noi di vedere un reale cambiamento”.

Del resto, commenta la presidente dell’Ican, “anche l’aver ricevuto questo Nobel è una grande opportunità per mettere in luce il tema e per diffondere le storie di coloro che sono sopravvissuti alle armi nucleari. Il Nobel ci incoraggia ad andare avanti nella nostra campagna e incoraggerà anche altri Paesi ad aderire al Trattato per la messa al bando”.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)