Fondo Monetario Internazionale: contrazione del 12 per cento del Pil

Il Fondo prevede per il Venezuela una contrazione dell'economica del 12 per cento e una inflazione a fine anno del 650 per cento circa.
Il Fondo prevede per il Venezuela una contrazione dell’economica del 12 per cento e una inflazione a fine anno del 650 per cento circa.

 

CARACAS – Proiezioni del Fondo Monetario Internazionale: contrazione del Prodotto Interno Lordo del 12 per cento e inflazione attorno al 650 per cento. Ed è subito polemica. E’ il ministro dell’Industria, Juan Arias, a rispondere all’organismo con sede a Washington.

– Quest’anno il prodotto industriale crescerà del 30 per cento – ha affermato sorprendendo un po’ tutti, analisti e non. La domanda che circola ora con insistenza nei corridoi degli istituti di ricerca è solo una:

“Se la crescita del prodotto industriale sarà del 30 per cento a fine anno, perché si importa tutto e di più?”

Il Fondo Monetario Internazionale, nell’ultimo Dossier pubblicato, registra una crescita lenta dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. Questa è stimata attorno all’1,2 per cento. Per il Venezuela, invece, proietta una contrazione di oltre del 12 per cento del Pil e un’inflazione galoppante. Quest’ultima, stando all’Fmi, dovrebbe essere del 652 per cento nel 2017 e del 2.349 per cento, il prossimo anno. Sono cifre assai conservatrici. Autorevoli organismi privati, come ad esempio Ecoanalitica, stimano che l’inflazione, a fine anno, potrebbe essere del mille 400 per cento.

 

Fondo Monetario Internazionale, pronostici negativi

L’Organismo multinazionale, in termini generali, ha rivisto al rialzo le proiezioni per l’America Latina e i Caraibi. Tutti i Paesi, chi più e chi meno, presentano una crescita moderata del Pil. Tutti, meno il Venezuela. Per quest’ultimo i pronostici continuano ad essere assai negativi; molto al di sotto della media. Infatti, il Fondo Monetario Internazionale, che è considerato un organismo assai prudente, prevede una contrazione del 12 per cento. Prosegue, così, la serie negativa del Paese. La crescita dell’economia del Paese, giá prima dell’inizio della crisi dei prezzi del petrolio, mostrava una preoccupante tendenza declinante.

Il Governo del presidente Maduro attribuisce ogni difficoltà economica non alla propria l’incapacità di applicare provvedimenti moderni capaci di cambiare la tendenza negativa dell’economia ma ad una presunta guerra economica; guerra economica i cui responsabili sarebbero il grosso capitale nazionale e straniero. E, soprattutto, alle sanzioni del presidente Trump. Non spiega, peró, che la crisi risale a molto prima dei provvedimenti presi dagli Stati Uniti contro il Paese. La crisi economica, frutto di provvedimenti non in linea con la realtà Paese, hanno causato l’impoverimento del venezuelano; un peggioramento nella sua qualità di vita.