Appello dei rettori universitari: “Votate il 15 ottobre”

Pubblicato il 11 ottobre 2017 da redazione

 

Rettori, l’astensione beneficia soltanto il governo.

Rettori, l’astensione beneficia soltanto il governo.

 

CARACAS. –  A pochi giorni delle elezioni regionali anche i rettori universitari fanno un appello per recarsi a votare. José Virtuoso, Cecilia Garcia Arocha, Raul Lopez Sayago e Jessy Divo sostengono che

Il Padre José Virtuoso, Rettore della Ucab, crede che le regionali sono una meta intermedia da raggiungere. Non l’ultima, ma una meta importante nel cammino democratico per ottenere un cambio nel paese.

Il rettore dell’Università Cattolica Andrés Bello,ha dichiarato che “Il voto è un diritto che abbiamo rivendicato da molto tempo”.

“Si deve ristabilire l’opportunità per esprimersi e sostituire le nostre autorità col suffragio – ha spiegato -. Votare è parte della democrazia. È un diritto che nel paese, purtroppo si è calpestato. Difatti, queste elezioni dovevano essere state fatte nel 2016. Una delle esigenze che abbiamo fatto con le proteste è stata proprio questa. E, malgrado le limitazioni che il Cne ci impone, bisogna andare a votare, dobbiamo partecipare.”

Virtuoso ha aggiunto che molti degli obiettivi delle ultime manifestazioni non sono stati raggiunti. Ma ha ricordato che si è pure protestato per celebrare le regionali perciò i cittadini devono partecipare. Sono “una meta intermedia e necessaria.”

“È importante che la gente si manifesti contro questo governo che ci ha portati alla fame. L’ astensione beneficia soltanto il governo”, ha ribadito Virtuoso.

E ricordato che il suffragio deve accompagnarsi con l’osservazione e il controllo minuzioso del procedimento comiziale.

 

Rettori: “L’astensione beneficia soltanto il governo”

Inoltre, il rettore della Ucab ha avuto anche una parola per chi sarà eletto. “Gli eletti dovranno servire il paese e la loro vittoria non significa di sicuro un assegno in bianco.”

D’altra parte, la Rettrice della Ucv, Cecilia Garcia Arocha è convinta che in cambi nel paese devono prendere la via delle elezioni. Garcia Arocha ha detto di credere fermamente e nel voto e auspica l’alternabilità democratica.

La Arocha ha ricordato che malgrado il lutto che molte famiglie ancora vivono per le morti di tanti giovani nelle proteste e tutte le difficoltà che si incontrano, è necessario votare.

“Il mio dovere è sconfiggere la corsa ad ostacoli che ci ha imposto il Cne per arrivare a queste elezioni – ha commentato -. Faccio un appello a tutti perché nonostante tutto si vada a votare, sconfiggiamo gli ostacoli creati dal Cne.”

E come Virtuoso, Arocha concorda nel pensare che l’astensione beneficia soltanto il governo.

Secondo la Arocha, il voto del 15 dimostrerà ulteriormente che il popolo ha avuto ragione il 16 luglio e che i risultati forniti dal governo il 30 luglio non erano veri. “Per questo non accettiamo l’illegittima Assemblea Nazionale Costituente.”

 

Le opinioni di Raúl Lopez Sayago e Dessy Divo

Come Virtuoso e Garcia Arocha, anche il Rettore dell’Università Pedagogica Libertador, Raúl Lopez Sayago e la Rettrice dell’Università di Carabobo, Dessy Divo concordano che di deve votare.

Lopez Sayago ha fatto un appello per combattere la disillusione per quanto sta accadendo. Votare in massa il 15 ottobre, sarebbe per il rettore, un atto riparatore dell’annullamento dell’ordine costituzionale, la violazione dei diritti umani e le detenzioni arbitrarie.

“Le regionali sono un nuovo passo che si deve fare. Non possiamo essere indifferenti né rimanere al margine. Dobbiamo protestare con il nostro voto e far vedere che siamo la maggioranza. Bisogna continuare con la pressione verso la pace ed un cambio.”

Lopez Sayago ha ricordato che le proteste non sono stata in vano. Sono servite perché la comunità internazionale si rendesse conto della crisi venezuelana.

E incalzala rettrice dell’Università di Carabobo, Jessy Divo. Divo crede che partecipare alle elezioni è un atto di protesta. È necessario che i cittadini capiscano che partecipare ai comizi è importante per ristabilire la democrazia.

Divo ha ribadito che “Questi comizi devono servire a reclamare al governo il disastro nel quale ha sommerso il paese.” “Bisogna, perciò, attuare il voto protesta, il voto castigo.”

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