Messico: la presa di ostaggi ha scatenato la strage nel carcere

Vista generale della prigone di Cadereyta.. EPA/STR
Vista generale della prigone di Cadereyta. EPA/STR

 

CITTA’ DEL MESSICO. – E’ stata la cattura di tre guardie carcerarie, prese in ostaggio dai detenuti, a scatenare la violenta repressione delle forze dell’ordine nel carcere di Cadereyta, nello stato di Nuevo Leon (nord del Messico), che ha provocato la morte di almeno 13 carcerati: lo hanno dichiarato oggi le autorità locali.

Aldo Fasci, segretario alla Sicurezza di Nuevo Leon, ha detto alla stampa che tutto è iniziato con una protesta dei detenuti, che hanno incendiato casse di cartone in vari punti del carcere. Un primo detenuto, ha aggiunto, è morto in quel momento. Successivamente, un gruppo di detenuti ha sequestrato tre guardie e, dopo il fallimento di una trattativa per liberarli, la polizia ha fatto irruzione nell’istituto penale e gli agenti “sono stati attaccati con pietre e coltelli artigianali”.

Fasci ha precisato che “l’uso della forza non letale non è stato sufficiente, perché gli agenti affrontavano circa 250 detenuti”, per cui “si è dovuto ricorrere alla forza letale per evitare che le guardie fossero uccise, con un saldo di 13 morti e 26 feriti”.

Nel marzo scorso, tre detenuti erano morti in un’altra rivolta nel carcere di Cadereyta, alla periferia di Monterrey – la terza città più importante del Messico, dopo la capitale e Guadalajara – mentre nel luglio scorso altri 28 detenuti sono morti durante una rivolta in una prigione di Tamaulipas (Nordest).