Festeggiata la Madonna di Montevergine

 

La Madonna di Motevergine
La Madonna di Motevergine

 

CARACAS – Anche quest’anno, il 24 settembre, com’è tradizione da 28 anni, si è festeggiata la Madonna di Montevergine, nella Chiesa di Nostra Signora di Pompei. E, come sempre, lo spirito di devozione ha spinto un gruppo di avellinesi a onorare la Madonna Schiavona, come popolarmente è conosciuta la bellissima icona “bizantina” che si venera in uno dei santuari mariani più importanti d’Italia.

 

Le parole di Padre Michele hanno confortato i devoti, con un’omelia semplice, come semplice e toccante sono sempre le sue parole; parole di solidarietà per tutti in un momento di grande difficoltà per la nostra collettività e per tutti i venezuelani. Sono momenti di tensioni che hanno radice nella discordia dei cittadini. Per questo, Padre Michele ha invocato la benedizione e la protezione della Madonna di Montevergine e pregato per la pace in Venezuela e in Italia.

Il corteo dei devoti alla Madonna

Il corteo dei devoti si è snodato lungo un percorso prossimo alla Chiesa di Pompei. E innovato ed evocato le feste in onore della vergine che si celebrano in tutto il mondo cattolico. Naturalmente chi vive con sentimento di assenza il ricordo del pellegrinaggio a Montevergine, che sempre più fedeli attrae  di anno in anno, ha sentito la mancanza della bellissima melodia della canzone di Juata. E’ questo il canto alla Vergine che si è conservata, nel ritmo e armonia.

 

E’ una misteriosa melodia antica, in scala lidia e misolidia che riporta il cuore ai tempi antichissimi. La musica popolare partenopea ha richiamato echi di un mondo remoto. Come anche il ricordo della Tammuriata “napoletana” che accompagna la festa nel sacrario del Santuario a 1200 metri di altezza. In un mondo nel quale quest’umanità sofferente ha creduto di potersi sottrarre alla sfera del miracolo e del mistero, aumenta la ricerca dell’assoluto nella tradizione .

La Madonna e Papa Woytila

E’ importante, fondamentale, che il Papa Woytila, sulla tradizione della venerazione della Vergine Santissima, che fu dei Padri della Chiesa di oriente, da san Basilio a San Cirillo, quindi per passare a San Bernardo di Claravalle e naturalmente a san Guglielmo, il fondatore del monastero, abbia iniziato e dedicato il suo pontificato a visitare il maggior numero di Santuari Mariani sparsi in Europa e nel mondo. Iniziò dal Monastero di Jasmna Gora, dove da ragazza si recava accompagnato da suo padre, devotissimo alla madonna nera, dell’eterno soccorso di Shestokowa. I giovani in Europa in generale pur allontanati dalla postmodernità dalla Chiesa, ritrovano la possibilità di un’elevazione spirituale nei pellegrinaggi che sempre di più attraggono la gioventù.

 

Degna di elogio è l’organizzazione familiare della stessa festa, nel salone sottostante la Chiesa, che ha invitato tutti i partecipanti a ristorare il corpo con piatti tipici della cucina avellinese e sapori autentici della dolciera napoletana. E’ stata una giornata diversa il cui merito va alle famiglie avellinesi che hanno saputo mantenere una tradizione che alimenta la nostra vita in Venezuela.

Marco Diamanti