Posti lavoro vacanti, imprese a caccia personale: mancano addetti sanità e scuola

Mancano addetti sanità e scuola
Mancano addetti sanità e scuola

 

ROMA. – Le imprese sono ufficialmente tornate a cercare personale, soprattutto nel settore dei servizi. Lo conferma il secondo record consecutivo raggiunto dalla quota dei posti di lavoro “vacanti”, ossia quelle posizioni lavorative aperte per cui le aziende invitano a candidarsi.

Il tasso misurato dall’Istat per il trimestre luglio-settembre 2017 è infatti al top dal 2010, passando dallo 0,9% del secondo trimestre (già a sua volta un record) all’1% del terzo. L’aumento di 0,1 punti percentuali – spiega l’istituto di statistica – si riferisce al settore dei servizi (in cui la quota di posti vacanti raggiunge l’1,1%), mentre il dato dell’industria rimane stabile allo 0,8%.

Le aziende cercano personale soprattutto nei campi dell’istruzione, della sanità e dell’assistenza sociale e delle attività artistiche. Nell’insieme di queste attività infatti la quota di posti vacanti cresce maggiormente, raggiungendo un tasso pari all’1,4% (in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al secondo trimestre). Quello dei posti vacanti può essere considerato come un indice ‘spia’, che dà il senso di dove si sta andando.

Se le imprese cercano addetti significa che l’economia tira, anche se, in alcuni casi, un valore alto può indicare lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro: le imprese cercano personale che non trovano, magari perché le competenze richieste sono diverse da quelle disponibili.

Proprio su questo aspetto, Confindustria ha lanciato un allarme: “oltre un quinto delle imprese non riesce a trovare i profili professionali di cui ha bisogno”. Ad esempio, secondo l’associazione degli industriali, nei prossimi 5 anni le imprese cercheranno 200mila superperiti da assumere in tutti i settori perché con il processo innescato da Industria 4.0 serve una formazione che vada di pari passo con le tecnologie.