Pil accelera, al top dopo sei anni. Gentiloni: “Non dilapidare”

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

ROMA. – L’economia italiana accelera spingendo il Pil a livelli che non si toccavano da oltre sei anni. L’Istat segna una crescita dello 0,5% tra luglio e settembre che su base annua si trasforma in un aumento dell’1,8%, il più forte da inizio 2011. Di questo passo gli obiettivi del Governo per l’intero anno, salire dell’1,5%, sembrano assicurati.

Di rialzo “molto significativo”, parla il premier Paolo Gentiloni, che rilancia l’appello a non “dilapidare” un dato “importante” anche per l’Ue. Europa che non è più così lontana: lo scarto si riduce a un decimo di punto (+0,6%). “Servono politiche in cui il rispetto delle regole si associ all’accompagnamento della crescita”, raccomanda Gentiloni mentre la pressione di Bruxelles su conti e manovra resta alta.

Insomma il “Paese si è messo in marcia”, ma “c’è da fare ancora molto”, riassume il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda. Più ottimista l’altro ministro tecnico, il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan che dalla City di Londra, commenta: “C’è grande ottimismo tra gli investitori, l’Italia cresce come si pensava, anzi un po’ di più”.

Di sicuro il pedale dell’acceleratore è abbassato ma la strada non è fatta solo di discese. Ecco perché torna comodo essersi portati avanti. Come era atteso, il terzo trimestre fa meglio del secondo (allo 0,3%), mentre il confronto con il 2016 va oltre, consentendo di mettere in cascina in nove mesi il risultato che si stimava per l’intero 2017.

Il Governo nella nota di aggiornamento al Def si è pronunciato, infatti, per una crescita dell’1,5%. Cosa già fatta, stando ai dati Istat. Anche se nell’ultimo trimestre restasse a ‘zero’, quel target sarebbe garantito. C’è però da affrontare una questione: a fine anno quel che conta è il dato non corretto per gli effetti di calendario. Non un cavillo, visto che il 2017 conta due giornate lavorative in meno. Per gli economisti di Unicredit e Intesa San Paolo però, a parità di festività, si può stimare un +1,6%.

Guardando a quel che è stato, l’industria e i servizi non hanno fatto mancare la loro spinta mentre va giù l’agricoltura, colpita dalla siccità. L’estate è stata di certo ‘generosa’ sul fronte del turismo. Ed è tornato ad aiutare anche l’export. Ciò ha permesso, dopo 13 rialzi consecutivi, di archiviare la seconda recessione e risalire ai livelli del 2011.

“Dal 2014 in Italia il Pil pro capite cresce più che altrove”, fa notare ancora Pier Carlo Padoan. Ora occhi puntati sull’ultimo trimestre mentre andare più avanti con le previsioni diventa difficile, visto che c’è da mettere in conto anche l'”incertezza politica”, notano alcuni analisti. Intanto il Pd con il segretario Matteo Renzi rivendica i frutti (si “dimostra chi aveva ragione”).

Linea che non trova d’accordo le opposizioni con Fi che richiama il “bagno di realtà dalla Commissione Ue” in fatto di bilanci.

(di Marianna Berti/ANSA)