Renzi torna in treno e attacca: “La ripresa merito mio”

Renzi torna in treno e attacca.
Renzi torna in treno e attacca.

BOLZANO. – I dati dell’Istat sul Pil arrivano quando Matteo Renzi ha da poco finito di discutere con un gruppo di risparmiatori veneti che, a Thiene, lo avevano contestato, accusandolo di aver affossato i sacrifici di una vita. “Quando siamo partiti – ha twittato il segretario del Pd dalla provincia di Vicenza – il Pil era al 2%, ma aveva il meno davanti: -2%. L’Istat oggi dice che nell’ultimo anno il Pil è stato quasi al 2%, ma ha il più davanti: +1,8%. Il tempo dimostra chi aveva ragione: non si molla”.

Renzi è ripartito dal Veneto con il treno che lo sta portando nelle province italiane. Un piglio ottimista, all’indomani della direzione Dem. L’ex premier ha cercato il confronto anche con la ventina di cittadini che si ritengono truffati da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e lo hanno aspettato con striscioni e fischietti fuori, al grido di ‘vergogna’. Presenti anche due famiglie no-vax, che ne hanno ripetuto un altro: ‘assassini’.

“Sulle banche non ho nessuna difficoltà a parlare – ha risposto Renzi a uno dei cittadini con cui ha discusso per un quarto d’ora abbondante -, perché ci ho messo la faccia sulla riforma delle popolari, che ha permesso di far emerge tutte le schifezze fatte su questo territorio dai vostri banchieri e manager aiutati da Bankitalia e Consob, che non hanno vigilato, e in parte anche dalla politica”.

“La riforma delle popolari – ha concluso Renzi -, la rivendico guardandovi negli occhi. E sulla questione del fondo per i risarcimenti, che ho chiesto di inserire già nella legge di bilancio, ci metto il cuore. Poi sono d’accordo sul fatto che chi ha sbagliato deve pagare”.

Via da Vicenza, il treno di ‘Destinazione Italia’ è ripartito per una serie di visite in aziende. Prima a Verona. Poi è arrivato in Trentino, a Faedo. E in Alto Adige, a Bolzano, nel nuovissimo Noi Tech Park, dove per Renzi c’è stato l’incontro con i sostenitori locali, l’unico dove si è tolto la cravatta e ha parlato di questioni politiche.

“La sconfitta in Sicilia? Le elezioni amministrative e regionali sono un’altra cosa – ha risposto il leader Democratico -. Non possiamo pensare che siano un voto sul nazionale, il cittadino lo sa. Dove hanno misurato me? Al referendum, ahimè, e alle Europee. E tutte le volte abbiamo preso il 40%. Oggi ci metterei la firma”.

Il treno del Pd è ripartito per la Lombardia. “Stiamo girando in tutta Italia, in luoghi simbolici – ha tirato le somme Renzi – che hanno qualcosa da insegnarci e ci consentano di scrivere nel quaderno degli appunti qualcosa da fare nei prossimi anni. Il senso del viaggio non è accontentarsi ma è tornare a guardare il futuro”.

(di Alessandro Franzi/ANSA)