E’ l’Inter di Icardi, doppietta e secondo posto in classifica

Mauro Icardi, dopo il gol dell'1-0 contro l'Atalanta. ANSA / MATTEO BAZZI
Mauro Icardi, dopo il gol dell’1-0 contro l’Atalanta. ANSA / MATTEO BAZZI

 

MILANO. – Tredici gol in tredici partite, Mauro Icardi segna una doppietta all’Atalanta, prende per mano l’Inter e la porta al secondo posto in classifica, a due punti dal Napoli, sfruttando il crollo della Juventus. Lo scudetto è un sogno che ad Appiano faticano ad ammettere ma la squadra di Spalletti dimostra, ancora una volta, di avere le carte in regola per lottare fino alla fine.

Non si scompone nei momenti di difficoltà, è matura, compatta e può contare su un attaccante che statisticamente fa partire sempre con un gol di vantaggio. Icardi è il giocatore che fa la differenza, sempre più coinvolto nel gioco nerazzurro, si sacrifica senza perdere lucidità e quel guizzo da bomber di razza.

“E’ una vittoria importante – dice a fine gara – era l’unico risultato. Ho un po’ di rammarico per il primo tempo, dovevo segnare ma poi ho sfruttato quelle due palle nella ripresa. Mi dà ancora un po’ fastidio il ginocchio ma va bene. Scudetto? Due anni fa siamo arrivati a Natale da primi in classifica, poi siamo crollati. Vediamo a maggio se siamo ancora davanti. L’obiettivo è tornare in Champions, poi penserò ai Mondiali”.

L’Italia non ci sarà in Russia ma Spalletti riceve la miglior risposta dagli azzurri in campo a cui aveva chiesto alla vigilia di non farsi condizionare dal flop con la Svezia. Ed è proprio dai piedi di Candreva e D’Ambrosio che partono i due cross precisi trasformati dalla testa di Icardi. Gagliardini riscatta un primo tempo deludente con una ripresa maschia.

Non sbaglia Santon, a sorpresa schierato da Spalletti al posto di Nagatomo. Ennesima prova convincente di Skriniar che limita il Papu Gomez mai in partita. Gasperini lo sostituisce nella ripresa, l’argentino butta a terra stizzito la fascia da capitano: la decisione di non schierare un centravanti di ruolo non paga.

L’Atalanta impensierisce l’Inter solo un tempo, gioca aggressiva e a ritmi altissimi ma nella ripresa crolla, forse col pensiero all’Europa League e alla sfida con l’Everton che può regalare una storica qualificazione ai sedicesimi. Nel primo tempo unico brivido per Handanovic al 16′ con il tiro di Hateboer che il portiere blocca in due tempi.

Poco dopo Icardi sbaglia calciando addosso a Berisha dopo essersi liberato di Toloi. Poi al 39′ l’episodio dubbio: cross di Candreva dalla trequarti e Icardi cade dopo un contatto con Toloi. Fabbri non indica il dischetto ma il capitano nerazzurro protesta per la trattenuta. E’ il metro di misura dell’arbitro che fischia forse troppo poco.

Nella ripresa monologo dell’Inter: Icardi la sblocca al 6′ bruciando tutti di testa su un calcio di punizione di Candreva e la chiude al 15′ anticipando Toloi con una spizzata, ancora di testa, su cross di D’Ambrosio. L’Inter può festeggiare sotto la curva che applaude Icardi nella standing ovation di San Siro.