Zavoli, il giornalismo al servizio del pensiero

Un momento della lectio magistralis del senatore Sergio Zavoli
Un momento della lectio magistralis del senatore Sergio Zavoli

 

 


ROMA. – “Con questa fondazione comincia forse una scuola nuova di giornalismo dove la correttezza l’onestà, l’indipendenza valgono più della carriera”. Così il senatore Sergio Zavoli alla inaugurazione della Fondazione sul giornalismo, intitolata a Paolo Murialdi, che ha contribuito in maniera considerevole all’avvio degli studi sul giornalismo.

A fondarla i quattro istituti della categoria: la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, la Cassa Autonoma di Assistenza Sanitaria dei Giornalisti Italiani e l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani.

La Fondazione, il cui cda è presieduto da Daniele Cerrato, vuole essere il luogo di raccolta della memoria storica del giornalismo italiano, oltre che il luogo di approfondimento e di studio delle tematiche che attengono alla evoluzione della professione e del complesso sistema dei mezzi di comunicazione di massa.

Ha dunque lo scopo di raccogliere e mettere a disposizione di studiosi e ricercatori tutta la documentazione sulla vita e la storia della professione, anche attraverso la sistematizzazione della documentazione archivistica degli enti di categoria.

Tra le iniziative in corso il convegno ‘Sfogliare la storia. Il passato nei giornali italiani’ che si svolgerà a Milano il 22 gennaio prossimo; la mostra documentaria sul tema ‘L’Italia in prima pagina: dal Risorgimento alla Repubblica che si terrà a Roma; la pubblicazione della ricerca ‘Martiri di carta giornalisti in battaglia. I caduti della Grande Guerra; la ricerca su ‘Il giornalismo italiano dalla caduta del fascismo alla costituente’.

“Murialdi – ha detto Zavoli – dà una lezione straordinaria al giornalismo italiano, non soltanto con i suoi libri. La strada del giornalismo è quella dello studio e dell’approfondimento, dello sviluppo del pensiero critico: bisogna convincersi che siamo al servizio di un’opinione pubblica che non ha mai smesso di credere che il non andare a votare rappresenti un voto. La democrazia si salva anche attraverso la partecipazione dei giornali, della tv, della radio, di chiunque faccia questo mestiere”.

Il senatore ha approfittato dell’occasione per lanciare una proposta per questo ultimo scampolo di legislatura. “Vorrei tentare l’approvazione di una legge che istituisce una nuova disciplina dalle scuole medie – ha detto -: un’ora settimanale che si chiama ‘il pensiero’. Cosa sappiamo del pensiero dei giovani? E’ giusto che resti segreto? In quell’ora i giovani potrebbero imparare il gioco di comunicare il proprio pensiero, anche per capire l’importanza del dialogo e della moderazione”.

(di Michele Cassano/ANSA)