Biotestamento avanti tra le polemiche, si chiude il 14 dicembre

Manifestazione a favore del biotestamento.
Manifestazione a favore del biotestamento.

 

 

ROMA. – Sul biotestamento si accelera e la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama impone un voto a data certa: giovedì della prossima settimana alle 11. Da martedì si cominceranno a esaminare gli oltre 3000 emendamenti presentati per lo più da Ap e Lega (per l’esattezza 3005) e i tempi del dibattito, come spiega il presidente Pietro Grasso subito dopo la Capigruppo, “verranno armonizzati” per rispettare la scadenza di giovedì. Il Pd insomma tira dritto anche se resta in piedi l’incognita dei voti segreti. Che, se richiesti, potrebbero essere molti.

Dopo aver respinto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal gruppo di “Federazione della Libertà” di Gaetano Quagliariello, si passa alla discussione generale. I tempi vengono rispettati, ma è evidente l’intento ostruzionistico. non solo perché i senatori ostili al testo sfruttano per intero ogni minuto concesso dal Regolamento.

Ma anche per la mole degli emendamenti presentati: 1527 da AP; 1203 dalla Lega; 147 da FI; 74 da “Federazione della Libertà”; 28 da Gal, 19 dal gruppo Autonomie-Psi-Maie e 7 del Misto. Nessuno invece da Pd e M5S. Per un totale di oltre 3000 proposte di modifica (più di quelle presentate in Commissione, che erano 2970).

Così si decide di correre ai ripari e nella Conferenza dei Capigruppo convocata al termine della dibattito generale, si raggiunge un’intesa: se i gruppi rinunciano all’illustrazione complessiva degli emendamenti non si ricorrerà al contingentamento dei tempi.

La proposta passa e si fissa una data certa per garantire comunque un dibattito senza tirarla troppo per le lunghe. Il che significa che comunque ci saranno dei “canguri” per ridurre al massimo il rischio del voto segreto e per sfoltire gli emendamenti. Il clima comunque resta teso. E anche se gli esponenti dei “Liberi e Uguali” dichiarano in aula di apprezzare la scelta di puntare sul biotestamento (Felice Casson ad esempio parla di “legge di civiltà”) fuori, diversi senatori guidati da Luigi Manconi protestano per lo slittamento dello ius soli e per l’evidente impossibilità di votarlo entro la legislatura.

“Siamo in piazza per la legge sulla cittadinanza – dichiara il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi davanti a Montecitorio dove si incontrano i contestatori – come la settimana scorsa lo eravamo per il biotestamento, perché non ci rassegniamo. Se c’è la volontà politica, in questo scorcio di legislatura si possono creare ancora le condizioni per una riforma dalla quale guadagnerebbero tutti e non perderebbe nessuno”.

Ma riuscire ad approvare anche questo ddl, per lo slittamento del quale Pisapia rinuncia all’accordo con il Pd, sembra davvero impossibile. Così ci si concentra sul biotestamento presentando anche nella legge di bilancio un emendamento per finanziare l’istituzione della banca dati nazionale delle Dat, le Disposizioni anticipate di trattamento. E si studia la strategia migliore per affrontare in tempi rapidi il voto del provvedimento.

(di Anna Laura Bussa/ANSA)