La pizza napoletana, una storia lunga 4 secoli

La pizza napoletana, una storia lunga 4 secoli
La pizza napoletana, una storia lunga 4 secoli.

 


ROMA.- La prima pizza napoletana nasce intorno al 1600 dall’ingegno culinario partenopeo, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane. All’inizio si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più ricca, con caciocavallo e basilico. Anche se l’olio si sostituì allo strutto, l’arrivo sulle tavole della pizza moderna avvenne però solo con la scoperta del pomodoro importato dal Perù dai colonizzatori spagnoli.

Se ‘tracce’ della parola pizza risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997, si deve attendere fino alla prima metà del Settecento per trovare le prime notizie sul sottile disco di pasta condito col pomodoro, nel trattato gastronomico di Vincenzo Corrado, mentre la prima pizza “pomodoro e mozzarella” arriva circa un secolo più tardi quando cominciano a comparire le prime pizzerie a Napoli, che rimarranno una prerogativa della città partenopea fino alla prima metà del XX secolo, quando si diffonderanno in tutto il mondo, a partire da Canada e Usa.

Pur essendoci ormai svariate varietà di pizza, la tradizione riconosce come ‘veraci’ la pizza marinara e quella margherita. La prima è attribuita secondo alcuni al fornaio Raffaele Esposito della pizzeria Di Pietro, fondata nel 1880. L’approvazione ufficiale arriva nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d’Italia Re Umberto I e la Regina Margherita.

All’epoca Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per i sovrani tre pizze: la pizza alla Mastunicòla (strutto, formaggio e basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano) e la pizza pomodoro e mozzarella i cui colori richiamavano volutamente il tricolore italiano (Rosso, Bianco e Verde). La sovrana apprezzò così tanto quest’ultima da voler ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto. Per tale motivo e per contraccambiare Esposito diede il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora si chiama: “Pizza Margherita”.

Nel 2009, in occasione dei 120 anni della pizza Margherita, oltre 100 figuranti – nobili, popolani, tamburini, sbandieratori e la regina – hanno sfilato a Napoli in abiti di fine Ottocento.

Sino al principio del Novecento la pizza e le pizzerie rimangono un fenomeno prettamente napoletano, e gradualmente italiano, poi, sull’onda dell’emigrazione, iniziano a diffondersi all’estero ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale, adeguandosi ai gusti dei vari paesi, diventano un fenomeno mondiale.

Oggi il giro di affari legato alla pizza (pizzerie, consegne a domicilio, surgelati, catene di fast food) è molto rilevante nel mondo, al punto che alcuni abili imprenditori (come ad esempio l’americano Tom Monaghan fondatore della Domino’s Pizza) hanno costruito intorno alla pizza grandi fortune.

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