Crisi Milan, anche i tifosi italo-venezuelani infuriati

Gennaro Gattuso allarga le braccia in gesto di disperazione. ANSA/SIMONE VENEZIA
Milan
Gennaro Gattuso dalla panchina guarda preoccupato il gioco dei suoi a Verona. ANSA/SIMONE VENEZIA

CARACAS – Un attacco che non segna, una difesa vulnerabile e una preoccupante tendenza a sciogliersi alle prime difficoltà. La pesante sconfitta di Verona ha riaperto lo stato di crisi in casa Milan, sempre più lontano dalle posizioni di vertice e con il morale sotto i tacchi dopo il 3-0 del ‘Bentegodi’.

Dopo la straordinaria campagna acquisti i tifosi della nostra serie A sono perplessi, mentre quelli rossoneri sono delusi. Abbiamo chiesto il loro parere a diversi di loro.

Iniziamo con Davide Baldan che ci dice: “Ma io ho una domanda: ‘Fassone e Mirabelli ci fanno o ci sono?’ Hanno dilapidato 250 milioni di Euro causato danni d’immagine inquantificabili e ridicolizzato la fama della societá. Speriamo che il Milan cambi i suoi vertici e di essere rilevati da una proprietá sana con dirigenti capaci”.

Mentre Gabriele Russo, usa poche parole per descrivere la sua amarezza per l’attuale situazione del Milan: “Stimo tanto Gattuso. Ma il problema dei rossoneri non era Montella”.

Sull’onda natalizia Enrico Ambrosetti ci dice: “Alla prossima sconfitta io ai colpevoli direi anche che Babbo Natale gli porta cenere e carbone. Questo Milan, prima di comprare tutti i pacchi, ha dovuto comprare uno dei suoi vecchi fuoriclase nella dirigenza: Ariedo Braida!”.

Dal canto suo Michele Canova commenta: “La vedo molto grigia per il Milan ed è un vero peccato perchè, se non si danno una mossa, rimedieranno una figura terrificante contro il Ludogorets in Europa League. L’unica buona notizia è che c’è del tempo sino al 15 di febbraio.

Mentre in campionato la situazione è ormai pressochè pregiudicata; la Roma è a 14 punti e la Lazio a 9, entrambe hanno una gara in meno. Le prossime due sfide dei rossoneri sono con l’insidiosissima Atalanta in casa e poi a Firenze. A meno di miracoli natalizi il Milan è già virtualmente fuori dall’Europa”.

Bonucci

 

Nonostante l’inversione di rotta nella guida tecnica, i problemi del Milan restano gli stessi di inizio stagione. La squadra è ancora alla ricerca di un killer in area di rigore. Nikola Kalinic è solo l’ombra del giocatore ammirato a Firenze, André Silva fatica ad ambientarsi nel campionato italiano ed è ancora alla ricerca del primo gol in Serie A. Resta il giovanissimo Cutrone, proveniente dalla Primavera, che da solo non può sobbarcarsi sulle spalle tutto il peso dell’attacco rossonero.

 

Vito De Lucia ci fa il punto della situazione dei rossoneri: “Al giorno d’oggi il progetto del Milan é stato un fallimento. Per costruire una squadra vincente bisogna iniziare a pianificarla dall’alto: dirigenza, allenatori, scout. Persone che conoscano il vero valore dei giocatori e le loro capacità e non comprare, pagare milioni e credere che hai già risolto il problema. Poi avere un allenatore ed uno staff tecnico con la capacità di prepepararsi fisicamente per rivalorizzare l’immagine ed il rendimento della squadra rossonera. Gli acquisti di mercato non sono stati all’altezza di tutti i soldi che sono stati spesi per loro. Le uniche eccezioni sono Suso e Bonaventura”.

Al suo intervento De Lucia aggiunge: “E’ anche vero che la rosa del Milan, nonostante gli errori di mercato, non può puntare più in lá di un quinto o sesto posto. Cosí come lo sta facendo la Lazio, forse il quinto posto non sarà cosí facile! La squadra di Simone Inzaghi sta disputando un ottimo campionato, senza avere una rosa come quella del Milan. Molti pensavano che in questa nuova avventura i rossoneri potevano puntare allo scudetto, non ho mai pensato in quella possibilità. O nel peggiore dei casi puntare ad un posto in Champions League, anche questa possibilità non l’ho vista così probabile. Ci sono 4 squadre con una rosa ed un tecnico superiore come lo sono: Juventus, Napoli, Roma ed Inter. Prima dell’inizio di questa stagione presagivo nel potere dell’Inter ed adesso ha un ottimo allenatore e la vedevo superiore al Milan. Questo lo dico da tifoso rossonero. Nel Milan c’è stato un mix di errori di mercato ed un pessimo lavoro dell’allenatore che hanno portato la squadra in deriva. Spero che il futuro sia migliore e che il Milan torni al posto che si merita in Italia ed in Europa”.

 

Il portiere del Benevento Brignoli dopo il gol segnato al Milan.

Mentre Elisabetta Moro vede un futuro roseo per il suo Milan: “Amici rossoneri! Stiamo calmi in questo periodo difficile, che alla fine gioiremo ancor di più. Ricordo ancora quando vincemmo con Sacchi dopo anni di oscurantismo: poi gioia allo stato puro, lacrime di felicità, pugni sul volante per la contentezza. Ci sta soffrire un pó!. Lo dico sempre a mio figlio di 8 anni che sta vedendo solo sconfitte ma dopotutto anch’io dallo scudetto della stella a quello successivo altro che 8 anni ho aspettato”.

Nella crisi del Milan, se l’attacco stenta, la difesa non è da meno. Da quando Gattuso si è seduto sulla panchina rossonera, il Milan non ha subìto gol solamente nel match degli ottavi di Coppa Italia. Neanche il passaggio dalla difesa a tre – utilizzata da Montella – a una retroguardia a quattro è servito per acquisire nuove certezze. Bonucci e compagni hanno incassato complessivamente cinque reti dalle due neopromosse Verona e Benevento, a cui vanno aggiunti i due gol del Rijeka in Europa League e quello incassato nel successo di misura contro il Bologna. Proprio l’ex colonna della Juventus è il simbolo di una campagna acquisti da oltre 200 milioni di euro che non sta ripagando gli investimenti fatti in estate.

Daniele Stifano é anche amareggiato per il suo MIlan: “Purtroppo anche quest’anno, dopo essere partiti con grandi speranze e aria di novità, siamo sempre allo stesso punto anzi peggio, perché alla fine rimpiango Montella con la sua Supercoppa italiana ed anche Mihajlovic con la sua finale di coppa Italia e il suo sesto posto. Morale? Nelle due precedenti gestioni, Brocchi scusate ma non fa testo essendo solo il risultato dell’ultima scellerata del Cavaliere, almeno si era tirato fuori il meglio dagli uomini a disposizione e in certe partite si aveva la sensazione di giocare alla pari, vedi vittoria sulla Juve con gol di Locatelli o 1-1 sempre con la Juve in Supercoppa. Ora ogni volta ti devi aspettare una sorpresa sempre più negativa dal 4-0 con la Lazio fino al 3-0 con il Verona con errori veramente da campetti di periferia, con tutto il rispetto per chi gioca a livello amatoriale. Al posto di Gattuso, che ovviamente non c’entra niente, comincerei a tenere fuori squadra chi non si impegna fino in fondo a partire da Bonucci, dal portiere, da Kalinic e comincerei ad inserire i giovani in rosa come Cutrone e Locatelli fino ad arrivare a quelli della Primavera, se ne sono visti due in Europa League niente male, mi sembra un certo Gabbia ed un’altro”.

Il Milan é in ritiro da oggi fino a data da definirsi. La decisione è stata presa dalla società e dall’allenatore Gennaro Gattuso. Sabato a San Siro il Milan affronterà lo scontro diretto con l’Atalanta. Inoltre, dopo quella che lo stesso Gattuso ha definito una ‘figuraccia’, a Verona, è stata annullata la cena di Natale del Milan, che era prevista per ieri sera, fra la squadra e la dirigenza.

Massimo Vicentini ironicamente dice: “Probabilmente al posto del ritiro era meglio se azzeravano gli stipendi di tutta la squadra dal presidente ai giocatori, le ripercussioni forse si sarebbero viste subito!”

Ugo Zunin: “Il ritiro gli farà bene a questa squadra, se non altro servirà a Gattuso per guardarli in faccia e capire se c’è qualcosa da salvare. Ma, secondo me però non servirà proprio a nulla, non vedo vie d’uscita da questa crisi. Mi dispiace tanto, speravo che questa fosse la stagione della rinascita”.

Monica Rossi parla chiaro: “La sensazione, anzi, la certezza è che l’inizio della fine, questo si far per dire, sia stato il licenziamento di Montella. Le difficoltà iniziano sempre nel campo; ma c’è chi deve motivare e allenare chi scende in campo; e, semplicemente, il Sig. Gattuso non è all’altezza del compito. E non desidero parlare dei Signori Fassone e Mirabelli; per loro ci vuole un enorme: No Comment!”

La delusione dei giocatori del Milan dopo la sconfitta a Verona. ANSA/SIMONE VENEZIA

Mentre Piero Palumbo dice la sua nel seguente modo: “Dare la colpa al destino non tirerà fuori il Milan dai problemi. Pessima direzione sportiva, eccesso di ottimismo e limiti tecnici lo hanno messo al settimo posto. Non è il destino che vi ha fatto piccolo il Milan e non sarà il destino a rifarlo grande. Da romanista spero che il Milan ritorni quella che faceva tremare le avversarie”.

Silvano Scatton se la ride sull’attuale situazione dei cugini rossoneri: “Il brand Milan è talmente potente che ora sta prendendo il posto dei carabinieri nelle barzellette”.

Infine Carmine Guerra: “Il Milan attuale è fatto di mezzi giocatori, secondo me una squadra forte dev’essere basata su un difensore forte, un centrocampista forte ed un attaccante forte. Condotti da un grande allenatore e un’ottima dirigenza. Io penso ancora con nostalgia al periodo di Van Basten, Baresi, Maldini, Gullit. Spero che il Milan ritorni quello degli anni ‘90. Ma in ogni caso sempre Forza Milan”.

Oggi é iniziato il ritiro anti-crisi del Milan, deciso “fino a data da definirsi” dopo la brutta figura di domenica a Verona. I giocatori di Gattuso si sono ritrovati a Milanello dopo pranzo per il primo allenamento in vista della sfida di sabato a San Siro contro l’Atalanta e poi il Derby di Coppa Italia contro l’Inter.

“Il Milan deve lottare e deve ripartire il più presto possibile” si legge sul consueto commento alla rassegna stampa pubblicato sul sito del club, in cui si ribadisce che erano “completamente false” le voci sulle dimissioni presentate ieri dall’allenatore.

“Ieri a Casa Milan, la società e il tecnico hanno lavorato duro per programmare il lavoro durante i giorni di ritiro e per fare le analisi utili ad uscire dal momento difficile – si chiarisce nella nota -. Tutte le componenti del club sono stimolate e impegnate su questo fronte, per far sì che la scelta condivisa del ritiro venga vissuta in maniera utile, matura e costruttiva”.

Fioravante De Simone