Terremoto: beffa di Natale, casette sporche e difettose

Casette in legno nei luoghi del sisma (foto Regione Marche)
Casette in legno nei luoghi del sisma (foto Regione Marche)

 

MACERATA. – Le casette già assegnate o in consegna durante le feste di Natale non rasserenano il clima nei paesi flagellati dal terremoto e, anzi, portano i sindaci sul piede di guerra. Famiglie che attendevano con ansia da oltre un anno le Sae, sono ora alle prese con locali sporchi, impianti a volte difettosi, esterni più simili a un cantiere aperto che a un’abitazione. Sarnano, Visso, Caldarola sono alcuni centri del ‘cratere’ maceratese in cui monta la protesta.

E alcuni beneficiari, visto il “livello di sporcizia”, riferisce il primo cittadino di Visso Giuliano Pazzaglini, hanno deciso per ora di non entrarci. Di un “quadro desolante” aveva già parlato il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli dopo un sopralluogo nelle nove Soluzioni abitative d’emergenza in consegna per il 27 dicembre a San Cassiano.

All’esterno delle ‘casette’, vialetti da sistemare, cumuli di terra, reti da cantiere, asfaltatura rovinata; all’interno, sporcizia, parte del mobilio e dei complementi d’arredo previsti nel capitolato non montati o assenti. Se non sarà tutto ultimato entro il 27, il sindaco non consegnerà le chiavi degli alloggi.

Uno scenario non dissimile viene denunciato a Visso, dove le 12 Sae assegnate il 24 dicembre presentano un campionario di difetti e lacune, dice Pazzaglini, tale da “non rendere possibile l’ingresso”. Una famiglia finora sistemata in una roulotte sarebbe entrata nella casetta ma, dopo aver tentato inutilmente di far funzionare la caldaia, è dovuta ritornare sui propri passi e rientrare nella roulotte dove abita da un anno.

Oltre al malfunzionamento di una caldaia, il sindaco segnala Sae piene di sporcizia ma anche rubinetti che perdono, scarichi che non funzionano e sciacquoni che si bloccano: i terremotati si sono adoperati per pulire gli alloggi ma, in molti casi, non è stato possibile provvedere autonomamente al ripristino.

A Caldarola il sopralluogo in vista della consegna di 41 ‘casette’ (altre 63 sono da approntare) ha lasciato “fortemente deluso” il sindaco Luca Maria Giuseppetti che si è trovato di fronte un “cantiere in stato di desolante degrado”. Ci sono “sporcizia, barattoli e tubi di silicone abbandonati in strada, scale appoggiate su tetti, palizzate da finire e incuria ovunque”.

“Fosse stato per me – osserva il sindaco – avrei spostato la data di consegna perché ognuno di noi ha una dignità e lo stato attuale delle cose offende la dignità dei caldarolesi, soprattutto di coloro che sono senza casa da più di un anno”. “So perfettamente – continua – che sono ancora costretti a occupare una camera d’albergo lontana chilometri, quindi lascerò decidere a loro se prendere le chiavi della casa o attendere ancora”.

“Chi andrà ad occupare queste 41 Sae – avverte Giuseppetti “arrabbiato e desolato” – deve essere consapevole che andrà ad abitare in un cantiere in corso d’opera; forse proprio la presenza dei cittadini permetterà che tanta superficialità non si ripeta più”. Ma, attacca ancora Pazzaglini, “è un problema di metodo” e “agendo in questo modo i risultati vengono solo per caso”.

(di Daniele Carotti/ANSA)